Energia, Asso Energie Future: possibile raggiungere gli obiettivi del "pan"
Si è conclusa il 30 giugno la consultazione che il ministero dello Sviluppo Economico aveva riservato al Piano d'Azione Nazionale sulle Fonti Rinnovabili. Il PAN è previsto dalla direttiva 2009/29/CE per l'obiettivo 20-20-20: 20% di rinnovabili, 20% taglio delle emissioni di gas serra e 20% di efficienza energetica entro il 2020. L'Italia lo scorso anno aveva negoziato per ridurre la quota del 20% portandola al 17. Nel Piano, inoltre, viene illustrata la strategia che Italia metterà in pratica per produrre con le rinnovabili la percentuale necessaria a rispettare gli impegni UE al 2020: per rendere l'idea dei risparmi economici e ambientali, il 17% di energia pulita prodotta corrisponde a circa 22,3 milioni di tonnellate di petrolio. Nel PAN, secondo la ripartizione prevista dal Ministero, circa il 29% di elettricità dovrà essere coperto da FER (Fonti da Energia Rinnovabile), per una produzione lorda di circa 106 milioni di KWh. Per i consumi termici, invece, le fonti rinnovabili dovranno fornire il 16% dei consumi finali di energia. "Tutti obiettivi importanti e significativi per il settore green ma gli ostacoli da superare per raggiungerli sono ancora molti - afferma il Presidente di Asso Energie Future, Massimo Daniele Sapienza -. Il PAN ribadisce principi molto seri, resta però ancora molta strada da percorre per avere certezze sugli strumenti che si adotteranno per arrivare alle quote previste". "Potremmo ottenere il 17% di energia rinnovabile se si metteranno in campo politiche serie ed efficaci di incentivazione e se verranno rispettati i tempi delle autorizzazioni per la realizzazione degli impianti - continua il Presidente di Asso Energie Future -. Sarebbe d'obbligo cancellare dalla manovra finanziaria gli articoli 45 e 15, nei quali si prevede che il GSE non riacquisti più il Certificati verdi invenduti e che ci sia un raddoppio per il canone idroelettrico". Raggiungere gli obiettivi del PAN è possibile ma la strada va spianata in favore dello sviluppo del settore: con le attuali condizioni normative e incentivanti si continueranno ad avere problemi e la green economy non raggiungerà la stabilità che merita".
Marzo 2012





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