Indagine Federauto: ad agosto il mercato segna -19%
"Secondo le stime del nostro osservatorio, da tempo precise e affidabili, agosto consuntiverà un -19%". E' quanto ha dichiarato Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, l'associazione dei concessionari d'auto di tutti i brand commercializzati in Italia.
"Ma la verità è più grave - prosegue - perché guardando la 'vendita a privati', questa scende di circa -29%. Un altro risultato fortemente negativo che si aggiunge a quello dei mesi precedenti, e che proietta il 2010 a perdere sul 2009 circa 400.000 vetture. Ma se lo confrontiamo con il 2007 perderemo 800mila vetture. E le previsioni per il 2011 sono terribili".
"Stiamo anche compromettendo un traguardo importante verso lo svecchiamento del parco circolante - precisa il presidente - che si tradurrebbe in vetture meno inquinanti e più sicure. A beneficio della collettività con la riduzione delle malattie legate alla qualità dell'aria e al contenimento di incidenti stradali mortali o inabilitanti (grazie ad ABS, Airbag e ESP di nuova generazione).
Chiediamo quindi, ancora una volta, una politica per agevolare le vetture a Gpl e metano, a basso impatto ambientale, e azioni volte a ridurre la pressione fiscale completamente starata rispetto agli altri paesi europei, nei confronti delle vetture e dei veicoli commerciali delle aziende. Aziende che in questo momento di difficoltà hanno ridotto il rinnovamento dei loro parchi".
"Ben vengano - conclude - le discussioni sulla politica e i sistemi di relazione industriali, ma ci si occupi anche delle sorti della distribuzione, in attesa che l'economia sia in grado di offrire al comparto gli stimoli necessari per sostenersi autonomamente.
E' un fatto che la crisi colpisca, oltre che il fisco, in termini di forti riduzioni delle entrate dalla vendita di auto, anche i concessionari, che non hanno la possibilità di agire su più tavoli come le case automobilistiche e per sopravvivere non hanno altra strada che il taglio dei costi di struttura, primo tra tutti quello del personale".
"Ma la verità è più grave - prosegue - perché guardando la 'vendita a privati', questa scende di circa -29%. Un altro risultato fortemente negativo che si aggiunge a quello dei mesi precedenti, e che proietta il 2010 a perdere sul 2009 circa 400.000 vetture. Ma se lo confrontiamo con il 2007 perderemo 800mila vetture. E le previsioni per il 2011 sono terribili".
"Stiamo anche compromettendo un traguardo importante verso lo svecchiamento del parco circolante - precisa il presidente - che si tradurrebbe in vetture meno inquinanti e più sicure. A beneficio della collettività con la riduzione delle malattie legate alla qualità dell'aria e al contenimento di incidenti stradali mortali o inabilitanti (grazie ad ABS, Airbag e ESP di nuova generazione).
Chiediamo quindi, ancora una volta, una politica per agevolare le vetture a Gpl e metano, a basso impatto ambientale, e azioni volte a ridurre la pressione fiscale completamente starata rispetto agli altri paesi europei, nei confronti delle vetture e dei veicoli commerciali delle aziende. Aziende che in questo momento di difficoltà hanno ridotto il rinnovamento dei loro parchi".
"Ben vengano - conclude - le discussioni sulla politica e i sistemi di relazione industriali, ma ci si occupi anche delle sorti della distribuzione, in attesa che l'economia sia in grado di offrire al comparto gli stimoli necessari per sostenersi autonomamente.
E' un fatto che la crisi colpisca, oltre che il fisco, in termini di forti riduzioni delle entrate dalla vendita di auto, anche i concessionari, che non hanno la possibilità di agire su più tavoli come le case automobilistiche e per sopravvivere non hanno altra strada che il taglio dei costi di struttura, primo tra tutti quello del personale".
Maggio 2012









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