Liberalizzazioni in gazzetta. Faib-Fegica conferma lo sciopero

Con la firma del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale 19 del 24 gennaio del decreto legge «sulla concorrenza, le liberalizzazioni e le infrastrutture» (n. 1 del 2012) sono entrate in vigore oltre una decina delle misure approvate. Il Dl contiene “Misure per la riduzione del prezzo del gas naturale per i clienti vulnerabili” ovvero il nuovo metodo di aggiornamento delle tariffe gas e quelle per “ridurre i costi di approvvigionamento di gas naturale per le imprese”. Resta nel pacchetto liberalizzazioni la separazione proprietaria tra Eni e Snam. Si affidano poi a un decreto Tesoro-Mse le modalità per assicurare ai residenti dei territori e delle aree limitrofe allo sviluppo di progetti upstream una quota delle entrate dello Stato. Poi ci sono gli articoli sulla rete carburanti: il testo ha ripristinato la previa contrattazione tra le organizzazioni di categoria. Piccole correzioni erano state poi apportate alle norme sulla rimozione parziale del vincolo di esclusiva per i gestori che siano titolari anche della relativa autorizzazione. Rimane immutata la parte relativa al riscatto impianti, mentre sul non oil erano stati introdotti limiti di superfici per la vendita di giornali e tabacchi. Più tempo poi per la selfizzazione degli impianti: fino alla fine del 2012. Aggiustamenti erano stati già introdotti all’articolo 28 per la liberalizzazione del self-service pre-pay fuori dai centri abitati. Le norme sul pacchetto carburanti si completano con la revisione del Prezzo Italia (che dovrà essere basato sul prezzo self), la cartellonistica ed il Fondo per la razionalizzazione della rete. Per protestare contro la mancata liberalizzazione della distribuzione carburanti il Coordinamento Nazionale Unitario dei gestori di Faib Confesercenti e di Fegica Cisl conferma la proclamazione di un pacchetto di 10 giorni. “Tutte le buone intenzioni che il Governo aveva esibito, pubblicamente e a più riprese – scrive Faib-Fegica - si sono malamente infrante di fronte alla potente lobby dei petrolieri a cui, nei fatti, viene persino concesso di regolare i conti con una intera categoria di lavoratori che ha “osato” mettere in pericolo privilegi e rendite di posizione. Il decreto del Governo - su cui continuano correzioni e aggiustamenti, conseguenti a trattative imperscrutabili - non solo non liberalizza il settore dei carburanti e ne conferma i vincoli che ingessano forniture e prezzi, ma “autorizza” le compagnie petrolifere a saltare la mediazione della contrattazione collettiva nella fissazione del margine dei gestori e a cacciarli dai loro impianti per sostituirli con le macchinette self service, aperte per 24 ore al giorno”. “Ma non sono solo i petrolieri a ringraziare questo Governo. Nascosta nelle pieghe del decreto – denuncia ancora il coordinamento - c’è anche la cancellazione della norma che imponeva alle banche, dal 1° gennaio di quest’anno, di eliminare costi e commissioni per gestori ed automobilisti, sui pagamenti dei rifornimenti di carburante con bancomat e carte di credito: una misura che - è bene ricordarlo - era stata assunta per ragioni di sicurezza e solo dopo l’altissimo tributo di sangue che i gestori hanno dovuto versare a difesa di incassi sui quali trattengono appena il 2%! Ma la categoria - continua la nota del Coordinamento Unitario - pur manifestando il massimo rispetto per i motivi che spingono altri lavoratori ed altre categorie a scelte differenti, intende attuare la propria protesta con ragionevolezza, ricercando la possibilità concreta che, prima della conversione in legge del provvedimento, possano essere recepite le giuste modifiche e a beneficiarne siano prima di tutto i cittadini”. Per questo confermando lo sciopero, decidono di articolare la calendarizzazione della chiusura degli impianti.

Giugno 2012
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