L’era del petrolio facile è finita, e in futuro ci si deve aspettare un livello dei prezzi anche superiore a quello di questi giorni. Lo affermano due ricercatori in un editoriale pubblicato da Nature, secondo cui dal 2005 a oggi la produzione ha raggiunto un plateau.
“Anche i nuovi giacimenti scoperti negli ultimi anni sono riusciti soltanto a rimpiazzare quelli vecchi - spiegano James Murray, della Washington University, e David King di Oxford – la produzione non supera i 75 milioni di barili al giorno dal 2005 nonostante la fluttuazione dei prezzi, segno che non siamo più in grado di rispondere all'aumento della domanda”.
Secondo gli esperti, che si sono basati sui dati del ministero per l'energia statunitense, fino a questo momento sono stati consumati in totale mille miliardi di barili di petrolio.
Le riserve stimate sono di altri mille miliardi, ma che non saranno più a buon mercato come i primi: “non stiamo finendo il petrolio - concludono gli autori - ma stiamo finendo quello che può essere estratto facilmente. Questa non è una buona notizia per l'ambiente, perché per estrarre quello più profondo o quello nelle sabbie bituminose si produce molta più co2”.
Il tema della disponibilità del petrolio è comunque controverso: secondo una stima della Bp, ad esempio, la produzione in realtà è aumentata a 82 milioni di barili al giorno, e il prezzo adeguato all'inflazione è lo stesso del 1981, quando la domanda era molto più bassa.




