Basilicata, no alla tassa sulle “disgrazie”

La Regione Basilicata sta mettendo in campo tutte le iniziative necessarie a fronteggiare l’emergenza maltempo cercando di evitare di avanzare la richiesta dello stato di emergenza, in analogia a quanto fatto da tutte le Regioni italiane, poiché tale richiesta comporterebbe in automatico, l’applicazione della così detta “tassa sulle disgrazie”, ossia l’elevazione al massimo di tutte le addizionali fiscali sul territorio regionale.
Con la richiesta, infatti, si dovrebbe procedere ad aumentare le accise sui carburanti di 5 centesimi di euro al litro, l’addizionale Irap dal 4,75% al 5,75% (+1%) l’addizionale Irpef dallo 0,90% all’1,40% (+50%) la tassa automobilistica del 10%.
La legge 10/2011 (che ha convertito il decreto mille proroghe del 2010) ha infatti modificato il meccanismo della richiesta dello stato di emergenza, eliminando l’intervento finanziario dello Stato nella gestione delle operazioni e ponendo il carico sulle risorse regionali o sulla leva finanziaria a carico di cittadini e imprese del territorio in cui l’evento si verifica.
“Solo qualora questi mezzi non dovessero bastare – si legge in nella nota della Regione - la Regione potrebbe avanzare richiesta di un contributo allo Stato che, tuttavia, non sarebbe né obbligatorio né certo, in virtù dell’assenza di fondi sul relativo capitolo di bilancio”.
Lo stesso problema era stato evidenziato appena ieri dal capo della Protezione Civile Nazionale, Prefetto Gabrielli secondo cui “In questi giorni i governatori delle Regioni colpite dal maltempo non hanno chiesto lo stato di emergenza perché sanno che la richiesta si concluderebbe con un innalzamento delle accise sulla benzina”.

 

Maggio 2012
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