Eco-energia: Ong contro Merkel e Sarkosy per biocarburanti
In vista della presentazione dei Piani d'azione nazionali previsti dalla direttiva sulle energie rinnovabili si fa rovente la polemica sui biocarburanti.
A passare all'attacco sono alcuni attivisti di ActionAid, un'organizzazione non governativa che tutela i diritti di molti paesi in via di sviluppo, e di Friends of the Earth Europe che hanno organizzato una manifestazione di protesta davanti all'entrata della Commissione europea e del Consiglio, per denunciare l'effetto che hanno gli agrocarburanti sulle popolazioni dei paesi più poveri.
Attivisti con la maschera dei "banditi" Barroso, Ashton, Merkel e Sarkosy hanno simbolicamente rappresentato gli interessi dai paesi Ue e della Commissione che - sostengono le due Ong - cercano di appropriarsi dei terreni al di fuori dell'Unione europea per rispondere ai bisogni comunitari di energia verde, in particolare di biocarburanti.
Le popolazioni indigene vengono costrette a lasciare la terra, unica loro risorsa alimentare, per lasciare campo aperto alle compagnie produttrici di biocarburanti. L'obiettivo di usare entro il 2020 il 10% di carburanti prodotti da energie rinnovabili per il settore dei trasporti è la molla, sostengono le ONG, che ha scatenato un eccessivo accaparramento di terreni.
Secondo i dati forniti da ActionAid le società hanno già acquisito o richiesto 5 milioni di ettari di terreni nei paesi in via di sviluppo per la produzione industriale di carburanti verdi. Per raggiungere il target fissato da Bruxelles del 10% si stima che saranno necessari 17,5 milioni di ettari.
A passare all'attacco sono alcuni attivisti di ActionAid, un'organizzazione non governativa che tutela i diritti di molti paesi in via di sviluppo, e di Friends of the Earth Europe che hanno organizzato una manifestazione di protesta davanti all'entrata della Commissione europea e del Consiglio, per denunciare l'effetto che hanno gli agrocarburanti sulle popolazioni dei paesi più poveri.
Attivisti con la maschera dei "banditi" Barroso, Ashton, Merkel e Sarkosy hanno simbolicamente rappresentato gli interessi dai paesi Ue e della Commissione che - sostengono le due Ong - cercano di appropriarsi dei terreni al di fuori dell'Unione europea per rispondere ai bisogni comunitari di energia verde, in particolare di biocarburanti.
Le popolazioni indigene vengono costrette a lasciare la terra, unica loro risorsa alimentare, per lasciare campo aperto alle compagnie produttrici di biocarburanti. L'obiettivo di usare entro il 2020 il 10% di carburanti prodotti da energie rinnovabili per il settore dei trasporti è la molla, sostengono le ONG, che ha scatenato un eccessivo accaparramento di terreni.
Secondo i dati forniti da ActionAid le società hanno già acquisito o richiesto 5 milioni di ettari di terreni nei paesi in via di sviluppo per la produzione industriale di carburanti verdi. Per raggiungere il target fissato da Bruxelles del 10% si stima che saranno necessari 17,5 milioni di ettari.
Maggio 2012





23/05/2012










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