Sequestrare Co2? Nuove regole made in Usa

In numerosi paesi del mondo sono in corso attività di ricerca e si stanno mettendo a punto sistemi di Ccs (carbon capture and storage), ovvero le tecnologie per la cattura dell'anidride carbonica prodotta dalle principali attività industriali e per il suo sequestro in opportuni depositi geologici nel sottosuolo. Si tratta di tecnologie ritenute cruciali per riuscire a contenere la crescita della concentrazione di Co2 in atmosfera e a contrastare i cambiamenti climatici.
Che tuttavia non mancano di sollevare alcune preoccupazioni di ordine ambientale, tra cui quella della tutela delle falde acquifere in relazione alle attività concernenti il sequestro geologico della co2 nel sottosuolo. Negli Usa, ad esempio, un recente rapporto messo a punto dalla Duke University, mette appunto in guardia contro la possibilità di tali rischi.
Per tali motivi l'agenzia americana per la protezione dell'ambiente (Epa) ha adottato precise regole che mirano a disciplinare le attività Ccs in relazione alla tutela delle falde sotterranee. In particolare sono stati in pratica introdotti alcuni requisiti che hanno portato alla definizione di una nuova classe di iniezione sotterranea, chiamata classe vi, nell'ambito di uno specifico programma di controllo adottato dall'epa ( uic - underground injection control).
Le nuove regole introdotte dall'Epa comportano, inoltre, obblighi di segnalazione per gli impianti che adottano la Cc, allo scopo di monitorare i quantitativi di Co2 sottoposti al sequestro. I dati raccolti andranno a confluire nel "greenhouse gas reporting", il programma nazionale istituito nel 2009 nell'ambito del clean air act per la raccolta delle informazioni in materia di emissioni di gas serra da parte delle varie fonti responsabili.

Maggio 2012
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