Un provvedimento per combattere, anche in Italia, le frodi carosello che inquinano il mercato europeo della CO2. L’annuncio del sottosegretario al Mse, Stefano Saglia, è stato raccolto venerdì scorso dall’agenzia di stampa Reuters a margine di un convegno. “La norma - ha detto Saglia - potrebbe entrare a far parte nel decreto di fine anno per diventare operativa a partire da metà gennaio 2011”. L’idea di base, ha spiegato poi, è quella di spostare la responsabilità di chi paga l’Iva rendendo impossibile l’attuazione delle frodi. Più nel dettaglio, l’ipotesi è quella dell’applicazione del c.d. “reverse charge interno” - consentito dalla direttiva 2010/23/UE, ma solo fino al 20 giugno 2015 e per non più di 2 anni- che prevede che il versamento dell’Iva non spetti più a chi vende le quote ma a chi le acquista. Un’altra soluzione potrebbe essere quella di rendere il trading della CO2 esente dall’Iva, come già avviene in Francia, Germania, Spagna e Inghilterra. Gli operatori, intanto, aspettano la riapertura della piattaforma gestita dal Gme, sospesa per controlli dal 1° dicembre scorso.










































































































