Andamento irregolare dei prezzi benzina. Intervengono Antitrust e Consumatori

L'andamento irregolare dei prezzi carburante, soprattutto in relazione alle quotazioni del greggio, comincia a sollevare qualche perplessità. Ma pur essendoci dei forti dubbi circa il comportamento illecito di gran parte, se non tutte, le compagnie petrolifere, al momento, non esistono prove tangibili che possano dare atto del meccanismo inspiegabile dell'andamento dei prezzi. Ad intervenire è stato anche l'Antitrust per bocca del suo presidente, Antonio Catricalà che, in un suo intervento a Repubblica Tv, ha parlato di "distorsione" tra la politica dei prezzi "che scendono con la velocità della piuma e salgono con quella di un razzo". Ma, purtroppo, da un punto di vista economico, tecnico e giuridico - come ha sottolineato il presidente - non ci sono le prove tangibili che possano dimostrare l'illecito.
"Non sono riuscito - ha sottolineato Catricalà - a dimostrare il contrario di quello che le aziende hanno dimostrato. Loro dicono che è un meccanismo di mercato e sono riusciti a dare una prova dal punto di vista scientifico della bontà delle loro ragioni". Distinguere la distribuzione dalle case produttrici. Sarebbe questa però una delle soluzioni individuate attraverso un'iniziativa ministeriale che dovrebbe, di fatto, comportare un aumento delle pompe bianche in Italia (che hanno circa 10 punti in meno del costo della benzina per litro) favorendo così il generale abbassamento dei prezzi. Unica cosa che ancora far storcere il naso all'Antitrust è il prezzo settimanale. Per questo Catricalà ha annunciato di voler mandare direttamente al Ministero un appunto proprio su questa tematica. Ma, al momento, la situazione non è di certo delle migliori, soprattutto per i consumatori, che hanno visto un inizio anno all'insegna dei rialzi. Rialzi che, in termini economici, peseranno sulle loro tasche, oltre 175 euro in più all'anno. Insomma una vera e propria "stangata" come la hanno definitiva Federconsumatori, Adusbef e Codacons. Per questo, anche a fronte di un aggravio dei costi complessivi di oltre 15milioni di euro annui, i consumatori chiedono a gran voce l'intervento del ministro allo sviluppo economico Claudio Scajola. In generale, l'attuale listino prezzi delle maggiori compagnie petrolifere, vede un aumento dai 12 ai 20 millesimi sulla verde e dai 13 ai 20 sul gasolio. La Shell ha superato quota 1,35 euro/litro sulla benzina ed è vicina a 1,2 euro/litro sul gasolio.

Maggio 2012
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