Antitrust, tra 7 giorni decisione su riscorsi multe per Liquigas e Butangas

E’ attesa tra una settimana la decisione del Tar del Lazio in merito ai ricorsi amministrativi con i quali Liquigas e Butangas contestano le multe per complessivi 21 milioni di euro loro inflitte nel marzo scorso dall'Antitrust che le ha accusate di un'intesa restrittiva della concorrenza in merito ai prezzi al pubblico del gpl in bombole e in piccoli serbatoi. Ieri, infatti, i ricorsi sono stati valutati dai giudici del tribunale amministrativo che si sono riservati di emettere la sentenza entro sette giorni. Come noto l’Antitrust multò Butangas e Liquigas, rispettivamente per 4.888.121 euro e 17.142.188 euro, per un'intesa restrittiva della concorrenza che avrebbe portato alla determinazione, dal 1995 al 2005, di variazioni dei listini dei prezzi al pubblico del gpl su tutto il territorio nazionale, con effetti negativi sui consumatori finali. Del “cartello”, secondo l'Autorità faceva parte anche l'Eni, non multata però in virtù dell'esistenza di un trattamento favorevole previsto dalla legge per chi collabora con il garante. Fu infatti la stessa Eni a presentare una denuncia all'Antitrust, il 31 ottobre del 2008, dopo l'avvio di un'istruttoria per verificare l'esistenza dell'intesa restrittiva della concorrenza in Sardegna. Nella domanda di trattamento favorevole e di non imposizione della sanzione, Eni descrisse un'intesa realizzata con Liquigas e Butangas attraverso incontri di vertice finalizzati alla variazione contestuale e parallela dei prezzi di listino in seguito agli aggiornamenti delle quotazioni internazionali della materia prima. L'istruttoria dell'Antitrust consentì - secondo quanto al tempo reso noto - di confermare che gli amministratori delle tre società si incontravano in maniera regolare e ricorrente e l'analisi delle variazioni di prezzo portò alla conferma dell'esistenza del “cartello”. Tesi, questa, contestata nei ricorsi e nelle memorie proposte in giudizio; i legali di Liquigas hanno sostenuto che l'istruttoria ha dimostrato che non ci fu alcuna “intesa” bensì uno “scambio d'informazioni”, e che comunque la sanzione inflitta sarebbe “spropositata”.

Maggio 2012
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