Assomineraria chiede Agenzia per risorse minerarie ed energetiche. Terlizzese (Mse): “puntare su accordi ad hoc con Regioni”. Descalzi: “cantierare 57 progetti pronti”

Per sbloccare i progetti già pronti e sviluppare così i giacimenti di idrocarburi italiani, il governo punta su intese ad hoc, e non accordi-quadro, tra esecutivo, regioni e aziende. E' quanto ha precisato il direttore generale del ministero dello Sviluppo economico, Franco Terlizzese, intervenendo al convegno di Assomineraria "Risorse naturali, un'opportunità per lo sviluppo dell'occupazione e delle comunità locali: proposte per contrastare la crisi". "Noi vogliamo cantierare tutti i 57 progetti pronti - ha proseguito - e stiamo spingendo in questo senso anche se l'ultima parola spetta alle regioni. Gli enti locali dovrebbero capire ed essere sensibili a questo tipo di sviluppo che darebbe un forte impulso alla creazione di occupazione". Con questi obiettivi a stretto giro, quindi, nei prossimi giorni, verranno creati due tavoli di lavoro proprio per dare slancio a tali istanze.
Anche il presidente di Assomineraria Claudio Descalzi, durante il convegno, ha teso a sottolineare l'importanza per l'Italia nel mettere mano alle sue riserve potenziali residue di idrocarburi, per cui i risparmi sulla bolletta energetica si tradurrebbero in 100 miliardi di euro nell'arco di 25 anni, agli attuali prezzi del petrolio. Secondo Descalzi, l'Italia rappresenta un'enorme ricchezza per riserve potenziali che si tradurrebbero in 200 miliardi di metricubi di gas (pari al 25% delle riserve già scoperte) e un miliardo di barili di olio (pari al 55% delle riserve già scoperte). Partendo da questi dati il presidente di Assomineraria ha stimato che, "nell'arco di 25 anni il risparmio della bolletta energetica potrebbe essere quantificato in circa 100 miliardi di euro, agli attuali prezzi del petrolio".
E' un settore in fermento quello degli idrocarburi, insomma, per cui un anno fa sono stati identificati 57 progetti cantierabili, per un valore di investimenti di oltre cinque miliardi di euro e 1,8 miliardi di costi operativi e un impatto occupazionale potenziale di 34.000 addetti-anno per la sola costruzione degli impianti. "Gran parte di questi progetti, sono di piccola dimensione e di economicità marginali - ha spiegato Descalzi - e quindi sono molto sensibili alla certezza dei tempi autorizzativi, nonché a un quadro economico e fiscale che non comprima ulteriormente i margini già ristretti. Il 'time to market' diventa il fattore decisivo per i progetti più impegnativi, in particolare sul piano degli investimenti, mentre la realizzazione dei 12 progetti per impianti di stoccaggio è necessaria per la modulazione degli approvvigionamenti nazionali".

Maggio 2012
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