Audizione in Senato, Saglia: per riforma settore seguiamo strada del dialogo Up, De Vita: stacco prezzi con Ue ha ragioni strutturali

Proseguire la strada del dialogo. E' questo l'obiettivo a stretto giro annunciato dal sottosegretario allo Sviluppo economico con delega all'energia Stefano Saglia durante l'audizione in commissione Industria al Senato, sottolineando soprattutto la necessità di arrivare ad una "riforma strutturale". Le frizioni maggiori - come più volte ricordato anche dalle Categorie - si sono concentrate sul cosiddetto "Stacco Italia", ovvero la differenza sostanziale di prezzi (3,5 centesimi al litro) tra l'Italia e il resto dell'Europa. A cosa è dovuto questo gap? Lo ha spiegato Saglia: "circa 1,1 centesimi si ricavano dalle maggiori inefficienze e scarsa distribuzione del self. Un centesimo è dovuto alle differenze strutturali della rete italiana, altri 0,8 centesimi derivano dalla mancanza della componente non oil nelle stazioni di servizio (in Italia solo 12% distributori ha questa possibilità contro il 97% della Germania). Infine 0,6 centesimi derivano dalla scarsa diffusione delle vendite nel canale degli ipermercati e dalla rigidità degli orari".
Ma la disomogeneità dei prezzi si concentra soprattutto sull'ultimo passaggio, "quello dei gestori delle stazioni di servizio". Su questo punto, infatti, il Governo ha in mente provvedimenti legislativi che dovrebbero consentire al consumatore di scegliere il punto più conveniente. Tutto, in buona sostanza, alla luce del protocollo "condiviso" al Mse "che dovrà occuparsi - ha detto Saglia - della rimozione dei vincoli sugli orari e sulle aperture di nuovi distributori, nuove metodologie per l'analisi dei prezzi, maggiore utilizzo di pompe bianche, razionalizzazione rete, selfizzazione e prezzi settimanali bloccati per almeno 7 giorni consecutivi". Indispensabile, in questo contesto, la partecipazione con l'Antitrust e le Regioni. Per quanto riguarda la tempistica è ipotizzato tra maggio e giugno il termine entro il quale il Protocollo dovrà passare nelle commissioni in Parlamento. Intanto però dalla settimana prossima andranno in attuazione tutti i provvedimenti dell'accordo, che aiuteranno a diminuire lo stacco.
Capitolo accise: l'obiettivo è quello di arrivare ad una sterilizzazione dell'Iva per questo si dovrebbe aprire un tavolo ad hoc con il ministero dell'Economia.
All'audizione in commissione era presente il presidente dell'Up, Pasquale De Vita. "Assistiamo ad un ripetuto e ormai programmato assalto mediatico del tutto ingiustificato, che ha il solo effetto di gettare discredito su un settore strategico per il Paese". E' quanto si legge nella relazione del presidente secondo cui gli aumenti di questi giorni "sono ampiamente giustificati dall'andamento dei mercati internazionali tornati ai massimi dal 2008". L'Unione petrolifera sottolinea come dalla recente fotografia fatta dal ministero dell'Economia sia emerso che tra il 1996 e il 2009 i prezzi dei carburanti e lubrificanti nell'area euro siano aumentati mediamente del 54,9% mentre in Italia soltanto del 36,1%. E che il cosiddetto stacco con l'Europa risente semmai del delta strutturale determinato da una "rete distributiva diversa e più costosa rispetto agli standard dei principali Paesi europei". Nella relazione presentata dal leader dell'Up si prova a spiegare poi il meccanismo di formazione dei prezzi e le variabili che li influenzano in Italia. Da una parte la componente fiscale cioè l'accisa e l'IVA la cui sterilizzazione, secondo Saglia, sarebbe una giusta misura che non peserebbe sulle casse dello Stato.
Poi la componente industriale, include una importante voce di costo che è rappresentata dal valore della materia prima che risulta coprire circa due terzi del prezzo, e il "margine lordo" per remunerare tutti i restanti passaggi della filiera e rappresenta una quota che si aggira tra il 10 e il 15% del prezzo finale dei carburanti alla pompa. "Il riferimento corretto, internazionalmente adottato, per valutare l'andamento dei prezzi dei carburanti - rileva Up - non è il greggio ma il valore dei prodotti raffinati scambiati sul mercato internazionale rilevati quotidianamente dal Platts in base alle condizioni domanda/offerta del momento".
Secondo l'Unione petrolifera, poi, la doppia velocità dei prezzi dei carburanti è un'impressione e non un dato di fatto, mentre per quel che riguarda l'attuazione del protocollo firmato la scorsa settimana al ministero dello Sviluppo economico "sarà importante attuare tali interventi tenendo conto dei rilievi dell'Antitrust soprattutto in materia di prezzo settimanale". 

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