Auto, il calo del mercato ancora a doppia cifra (-13,8%)
A maggio, il mercato italiano delle auto nuove ha registrato una nuova prevista flessione, con un immatricolato di 163.700 unità (-13,8%), come reso noto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. "Ci troviamo di fronte ad una situazione ampiamente anticipata dai nostri analisti - spiega Gianni Filipponi, Direttore Generale dell'UNRAE, l'Associazione che rappresenta le Case estere operanti in Italia - i quali evidenziano come il 2010 in realtà sia cominciato solo in aprile, mentre il primo trimestre, grazie alla coda  di immatricolazioni incentivate, è da considerarsi un prolungamento del 2009.  In sostanza -  prosegue Filipponi -  non si prospettano possibilità di ripresa della domanda, anche  alla luce delle severe misure contenute nella manovra del Governo, rese note in  questi giorni e che sul piano psicologico potrebbero esercitare effetti non positivi sul consumatore".  Il bilancio dei primi 5 mesi indica 992.087 immatricolazioni, con una crescita del 7,9% rispetto all'analogo periodo del 2009. Quanto agli ordini, la raccolta di maggio è stata di 167mila contratti, con una flessione che sfiora il 12%, mentre nei 5 mesi gli ordini risultano essere circa 780mila, in forte calo (-25%) rispetto al periodo gennaio-maggio dello scorso anno. "E' un ritmo di acquisizione ordini che si sta verificando dal primo giorno dell'anno - sottolinea il Direttore Generale - vale a dire 1.650.000 unità su base annua. Ricordiamo che nel  2009, invece, gli ordini sono stati 2.350.000. Stiamo parlando - quindi - di 700mila unità in meno, pari a una perdita di 10 miliardi di fatturato e di 2 miliardi di IVA in meno per le casse dello Stato". L'UNRAE evidenzia ancora una volta che per stabilizzare a livelli adeguati il mercato italiano dell'auto, che ha un peso così importante per l'economia globale del Paese, è necessario muoversi in due direzioni: un rinnovo strutturale del parco circolante a fini ambientali e di sicurezza  e una sostanziale riforma della fiscalità e della burocrazia che in Italia governa l'automobile, a cominciare da quella - molto importante - che penalizza le auto aziendali. Analizzando le immatricolazioni del primo trimestre e del successivo bimestre del 2010, in termini di quota di mercato, si rileva un radicale cambiamento della struttura del mercato italiano. Le immatricolazioni a privati sono scese dal 79,6 al 66,9%, quelle al noleggio sono salite dal 10,2 al 18,6%, le immatricolazioni di auto a gas (GPL e metano) sono scese dal 30,8% all'11,8%, in contrapposizione con le motorizzazioni diesel, salite dal 38,7 al 48,3%, e benzina, passate dal 30,3 al 39,7%. Notevoli anche le variazioni della domanda di vetture nei diversi segmenti: le auto dei segmenti A e B sono scese dal 66,5% del primo trimestre al 59,7% del bimestre successivo, le medie sono salite dal 21 al 24,2%, mentre - fra le carrozzerie - le berline sono in flessione (dal 67,5 al 62,3%), i fuoristrada in crescita dal 6,3 al 7,7% e le monovolume, nel loro insieme, sono salite dal 10 all'11,2%.  Per aree geografiche, infine, si rileva un  calo netto delle vendite al sud (dal 15,5 all'11,8%) e una ripresa delle regioni del Centro Italia (dal 26,7 al 33,3%), soprattutto grazie ai noleggi. Quanto, infine, al mercato dell'usato, i trasferimenti di proprietà al lordo delle minivolture (le registrazioni temporanee a nome del concessionario) in maggio sono stati 390.467 in crescita dell'11% rispetto  alle 351.678 dello stesso periodo dello scorso anno. Nei primi 5 mesi dell'anno i 1.933.173 passaggi registrano una lieve crescita dello 0,8% rispetto ai 1.918.550 del gennaio-maggio 2010. 
Maggio 2012
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