"Ci sono mille concessionarie a rischio e 45mila posti di lavoro in pericolo: 15mila tra i concessionari e 30mila nell'indotto. Speriamo che venga nominato presto un nuovo ministro al posto di Claudio Scajola per sottoporre questo stato di crisi al Governo perché 15mila posti di lavoro sono 10 volte di più di Termini Imprese". Un quadro a tinte fosche quello dipinto da Filippo Pavan Bernacchi, presidente dell'Associazione dei concessionari Federaicpa in occasione della due giorni in programma a Verona "Automotive Dealer Day". "Di questi posti di lavoro a rischio - ha proseguito Pavan Bernacchi - non ne parla nessuno, anche se questi dipendenti hanno meno tutele degli operai delle fabbriche, meno ammortizzatori". "Vogliamo dire al Governo - ha aggiunto - che abbiamo mancato l'opportunità di uscire progressivamente dagli incentivi. Non è così che si spendono i soldi pubblici. Gli incentivi dell'anno scorso non sono serviti perché non ci hanno traghettato gradualmente fuori dalla crisi, si sono abbandonati da un giorno all'altro, anche con dichiarazioni contrastanti, e questo ha creato un buco della domanda. Ci hanno lasciato senza paracadute". Negli ultimi 10 anni hanno chiuso il 50% delle concessionarie e la situazione per l'immediato futuro non è rosea. "Ci aspetta un anno e mezzo duro - ha preannunciato Bernacchi - dobbiamo riscrivere le regole del gioco e noi siamo pronti". Secondo Gianni Filipponi, direttore generale Unrae, "gli incentivi si dovevano accompagnare fino a quando non si sentiva in modo più netto una ripresa. C'è stata invece un'uscita brusca e particolarmente sentita da Gpl e metano perché sono stati quelli più beneficiati dagli incentivi. A febbraio la vicenda incentivi sì, incentivi no è stata mescolata, impropriamente secondo me, con il futuro di Termini Imerese e dopo la presa di posizione di Fiat che ha detto: vado avanti senza incentivi, il Governo ha avuto la strada determinata".










































































































