I Consumatori dicono basta alle "speculazioni" sul prezzo benzina che, a conti fatti, graverebbero sulle tasche degli automobilisti per 171 euro all'anno. Mentre l'Unione petrolifera getta acqua sul fuoco affermando che "tali aumenti sono conseguenza del deciso apprezzamento, non solo del petrolio, ma anche e soprattutto delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati rilevati quotidianamente dal Platts". Tenendo conto di questi ultimi andamenti e non del prezzo del petrolio tal quale, come si ostinano a fare le associazioni dei consumatori, e confrontandoli con il "prezzo Italia" rilevato dal Ministero dello Sviluppo Economico, emerge come i prezzi interni si siano mossi assolutamente in linea con quelli internazionali sia per la benzina che il gasolio. "In particolare, a far data dalla fine di febbraio la benzina a livello internazionale (Platts) si è infatti apprezzata di 2,3 centesimi euro/litro contro gli 1,7 centesimi del prezzo interno (al netto delle tasse). Analoghe considerazioni - sostiene l'Up - valgono per l'ultimo mese, con un Platts cresciuto di 5,1 centesimi euro/litro contro i 2,6 centesimi del prezzo interno. Numeri che smentiscono qualsiasi ipotesi di "doppia velocità". Quanto alla riforma del settore, l'Up ricorda ai Consumatori l'impegno assunto dal Mse che "sta portando avanti con molto impegno - sottolinea l'Unione - e con la collaborazione fattiva di tutto il settore, un progetto di revisione del sistema distributivo. A tale scopo il Ministero ha attivato diversi tavoli di confronto ai quali, va sottolineato, partecipano gli stessi rappresentanti dei consumatori".










































































































