Caro-benzina, martedì 20 aprile la proposta del Governo
Martedì prossimo si dovrebbe riuscire a trovare una soluzione definitiva al problema del caro-benzina. E' stato infatti fissato al 20 aprile il tavolo carburanti coordinato dal dicastero del ministero dello Sviluppo economico in cui verrà presentata anche la proposta del Governo. Credo che nella settimana entrante ha confermato lo stesso Scajola - si potrà riunire il tavolo per presentare la proposta del ministero che possa riuscire ad incidere a favore del consumatore sul prezzo finale della benzina. La riforma a cui pensa il Ministero, come noto, prevede tra i punti fondamentali la riduzione del numero dei distributori, la vendita di prodotti non oil nei gestori, l'aumento dei self service e delle pompe bianche, il passaggio dalla rilevazione dei prezzi su base giornaliera a quella settimanale. Tutte questioni sulle quali non ci sarebbero opposizioni di principio, ma divergenze sulle modalità di applicazione. Come, per esempio, sul numero e l'ubicazione dei distributori da chiudere, sulla volontarietà dei gestori in questa direzione e sugli indennizzi previsti per chi accetta di smantellare. Da parte delle Associazioni di Consumatori, a questo punto, c'è il forte desiderio di conoscere il prima possibile le misure concrete che il Governo si appresterà a varare. Ci auguriamo che si tratti di misure concrete, che traducano in fatti, finalmente, le tante parole pronunciate finora a tale proposito, hanno dichiarato i presidenti di Federconsumatori e Adusbef, rispettivamente Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. Secondo le associazioni dei consumatori, razionalizzare la rete di distribuzione, arrivando ad almeno 2000 pompe bianche sul territorio nazionale permetterebbe di risparmiare anche 7-8 centesimi al litro. Il cammino verso una sintesi delle varie posizioni, in ogni caso, sembra concluso e martedì prossimo si vedrà cosa metterà sul tavolo del ministero e quali saranno le reazioni delle parti: petrolieri, gestori, consumatori e Regioni. Da un punto di vista legislativo, dicono fonti parlamentari, sono ancora aperte tutte le strade: l'accordo infatti potrebbe essere recepito attraverso atti amministrativi ma non è esclusa, come estrema ratio, anche l'eventualità di un decreto legge.
Maggio 2012





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