La corsa del prezzo nei listini carburante delle principali compagnie petrolifere non accenna ad arrestarsi tanto che la benzina verde è arrivata ormai in alcuni distributori a 1,422 euro al litro, mentre il gasolio è a quota 1,25 euro. Il che, secondo il calcoli del Codacons, tradotto in "pieno per l'auto", vuol dire circa 200 euro in più su base annua per ogni automobilista. Da parte del Governo, a questo punto, non si esclude la possibilità di prevedere un intervento via decreto. Ma, come ha specificato il ministro Saglia, "occorrerà prima parlarne con i nuovi governatori". Sul fronte dei sindacati, il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, chiede invece di "sterilizzare" il prezzo della benzina dalle troppe tasse. Mentre il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, propone di "eliminare l'indicazione dei millesimi dai listini" per limitare "la corsa selvaggia dei prezzi".
"Occorre una riforma per superare il divario del prezzo della benzina tra Italia e Paesi Ue. Quale sarà lo strumento per la riforma si deciderà successivamente", ha aggiunto il ministro. Saglia ha poi definito "strutturale" lo stacco speculativo in Italia. "Occorre tempo però affinché una riforma dia i propri effetti. Il Governo - ha sottolineato - quindi sta lavorando con tutte le categorie interessate e terrà presenti anche le indicazioni che sono state date dalle associazioni dei consumatori".
Una via, quella del decreto, chiesta anche da Bonanni: "Lo Stato - ha detto - non può fare ancora una volta le orecchie da mercante ed incassare più tasse per effetto dell'aumento del prezzo della benzina e del gasolio. Fa bene il sottosegretario Saglia a rilanciare le liberalizzazioni. Ma questo non basta". Secondo Bonanni, infatti, "bisognerebbe subito aprire anche un confronto fra governo, regioni, imprese e sindacati sui problemi dell'energia e sulle fonti rinnovabili".










































































































