Benzinai, conto alla rovescia per lo sciopero. In Sicilia impianti chiusi dal 14 settembre. Intanto Saglia convoca i sindacati
E' conto alla rovescia per le giornate di sciopero proclamate dalla categoria dei benzinai dal 15 al 17 settembre. In Sicilia, però, le braccia si incroceranno con un giorno di anticipo per una diversa turnazione dei distributori. Le organizzazioni di categoria Faib, Fegica e Figisc confermano lo sciopero dei gestori nei confronti del governo nazionale per l'inosservanza degli impegni assunti in relazione a una vera riforma del settore in merito al protocollo d'intesa del 20 Giugno 2008.
Tra i punti contestati, la mancata strutturalizzazione del Bonus fiscale, la determinazione dei diritti annuali per l'iscrizione al registro delle imprese calcolati ancora al lordo delle accise; il mancato processo di razionalizzazione e ammodernamento della rete; l'assenza di norme per semplificare l'apertura delle attività commerciali collaterali necessarie per lo sviluppo di impianti multifunzionali. Inoltre, le associazioni siciliane evidenziano che in Sicilia, malgrado la presentazione di disegni di legge di riordino del settore carburanti, presentati al governo regionale ad oggi il settore è regolato dalla legge 97/82 "che non risponde alle esigenze del territorio siciliano. L'auspicio e' che, in tempi brevissimi, che il governo regionale convochi le parti per dare le risposte ad una crisi che sta mettendo in ginocchio i gestori siciliani". Intanto - come già annunciato - è atteso per oggi pomeriggio l'incontro, messo in agenda dal sottosegretario Stefano Saglia, con i gruppi dirigenti di Faib Fegica e Figisc alla presenza di media e forze politiche dopo la manifestazione di stamattina. "La convocazione  - ha dichiarato Martino Landi, presidente della Faib alla vigilia dell'incontro - è certamente un atto di attenzione verso la categoria e ci auguriamo anche verso le ragioni che sono alla base della nostra vertenza. L'On. Saglia dimostra attenzione e sensibilità in un momento molto delicato del panorama politico ed economico soprattutto per un settore segnato da polemiche e crisi dei consumi. Un settore che il Sottosegretario conosce bene e che aspetta risposte da molto tempo, alcune delle quali previste già nel protocollo Scajola. E' da quel protocollo, di cui chiediamo il rispetto degli impegni - ha aggiunto Landi - che bisogna ripartire ripensando ad una ristrutturazione del settore che tenga conto di quegli obiettivi precisi: strutturazione del bonus fiscale, superamento degli elementi distorsivi della concorrenza legati al meccanismo rete extra rete, riordino della normativa tariffaria con la P.A. alla luce delle specificità del settore, sicurezza sugli impianti, per i gestori e per i cittadini, tramite estensione della moneta elettronica con la compressione dei relativi costi, lavoro usurante, riaffermazione dei principi eco-compatibili per i nuovi impianti e allargamento del fondo indennizzi a tutti i gestori espulsi dal mercato".
Maggio 2012
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