È il “carburante ecologico” più diffuso a livello mondiale, soprattutto negli Stati Uniti, in Brasile e in Cina, e rappresenta un’alternativa concreta ai combustibili tradizionali. Per questo l’azienda Agraria Sperimentale Stuard ha condotto un biennio di sperimentazione volto a determinare le condizioni di fattibilità, nel contesto agricolo regionale, di una filiera agro-industriale per la produzione di bioetanolo di seconda generazione, a partire da colture annuali di sorgo no-food alternative alla barbabietola da zucchero. Gli esiti dello studio sono stati presentati nel corso del convegno “Progetto bioetanolo di seconda generazione” tenutosi a Parma. Il progetto, cofinanziato dalla Regione Emilia Romagna nell’ambito del Piano d’Attuazione del programma nazionale sulla ristrutturazione del settore bieticolo saccarifero e sostenuto anche dalla Provincia di Parma, è stato coordinato e sviluppato dall’Azienda Agraria Sperimentale Stuard con la collaborazione del Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi di Parma, coordinatore scientifico del progetto, della Chemtex Italia, società del Gruppo Mossi e Ghisolfi, leader a livello mondiale nel campo della tecnologia industriale per la produzione del bioetanolo di seconda generazione, dell’Azienda Sperimentale Tadini, per la sperimentazione agraria sul territorio piacentino, e della Facoltà di Agraria dell’Università Cattolica Sacro Cuore di Piacenza per la supervisione delle prove agronomiche. Le attività sperimentali condotte hanno riguardato sia la fase di campo relativa alla produzione, raccolta e condizionamento della biomassa, che la fase di trasformazione e produzione di bioetanolo di seconda generazione attraverso un impianto pilota di recente realizzazione.










































































































