“Il mercato italiano del carbone ha superato la crisi”. A darne la notizia è Antonio Clavarino, presidente di Assocarboni, di ritorno dalla riunione plenaria del Coal Industry Advisory Board (Ciab) svoltasi a Parigi il 19 novembre scorso. Nonostante il rallentamento dei consumi causato dalla crisi economica, nel 2009 il carbone si è confermato leader mondiale delle fonti per produrre energia elettrica garantendo il 39% della generazione e l’Italia dovrebbe chiudere il 2010 con un +3% nell’importazione rispetto all’anno scorso seguendo, con volumi più ridotti, il trend internazionale. Nei prossimi anni, a fare da traino saranno soprattutto Cina, India e Indonesia a cui l’Agenzia Internazionale dell’energia (Aie) attribuisce il 90% della nuova domanda di carbone. Ma anche Europa e Stati Uniti contribuiranno in modo deciso alla crescita del più abbondante ed economico dei combustibili utilizzati per produrre energia elettrica. Sarà una crescita che interesserà economie sviluppate e di transizione, Paesi a più spiccata vocazione ambientalista come Germania e Danimarca, e meno virtuosi come le nuove potenze emergenti. L’Italia non è estranea al trend globale. Anzi, si candida ad avere un ruolo da protagonista. Infatti, nonostante si affidi al carbone per produrre solo il 13% dell’energia elettrica, contro la media europea del 33%, il Paese è all’avanguardia nella ricerca e nello sviluppo delle tecnologie per il carbone pulito con Enel, Eni ed Enea che investono ormai da anni nelle migliori soluzioni per l’abbattimento degli agenti inquinanti.










































































































