Carburanti: De Vita (Up) numeri e cifre della situazione italiana

"Eurostat ha certificato come in aprile, mese in cui non sono certo mancate le polemiche, i prezzi di carburanti e lubrificanti in Italia sono aumentati del 15% contro il 20% della media europea, l'unico comparto che ha mostrato incrementi inferiori a quelli europei". Lo ha detto il presidente dell'Unione petrolifera, Pasquale De Vita, che nell'ultima parte della relazione all'assemblea annuale ha rivendicato con forza la "massima trasparenza e correttezza" delle aziende associate.
Il 10-12% del prezzo totale è in qualche modo nelle mani delle aziende", ha detto De Vita. "Il 90% di questo serve però a coprire i costi del sistema distributivo che per una compagnia integrata sono sicuramente superiori rispetto a quelli di un operatore indipendente o pompa bianca". Il presidente dell'Up ha ricordato l'impegno dell'associazione al tavolo ministeriale finalizzato a "ridurre nell'arco di un biennio i costi di sistema di 1-2 centesimi": sul pacchetto proposto dal ministero, ha ribadito, "abbiamo manifestato le nostre perplessità sul prezzo settimanale anche se vi è disponibilità se potrà servire per una maggiore trasparenza e consapevolezza da parte del consumatore".
Secondo De Vita  il problema tipicamente italiano resta la dimensione della rete e la tipologia di servizio che essa offre. "Oggi - ha continuato a spiegare - si stimano circa 25mila impianti, più o meno come nel 1998. L'erogato, visto l'andamento dei consumi nello stesso periodo di tempo, ne ha naturalmente risentito ed oggi per vendere la stessa quantità di carburanti che in Germania si vende con un impianto, in Italia ne servono due con tutti i maggiori costi associati".
La prossima settimana, ha annunciato, l'UP presenterà un nuovo studio di Nomisma Energia "a conferma che per ridurre il nostro divario con l'Europa occorrono interventi strutturali come riduzione punti vendita, maggiore diffusione self service e non oil". Per quel che riguarda la situazione petrolifera italiana, negli ultimi sei anni, "la perdita complessiva è stata di quasi 18 milioni di tonnellate, di cui oltre il 6% nel solo 2009". I carburanti nel 2009 sono diminuiti "di quasi il 3% con la benzina che ha fatto registrare il valore più basso degli ultimi 20 anni".
Ma nonostante il contesto non favorevole, le compagnie petrolifere hanno continuato ad investire  oltre 15 miliardi di euro nel periodo 1998-2008 dei circa 1,7 miliardi investiti nel 2009.
"Spesso però - ha lamentato il numero uno dell'Up - ci si trova di fronte a mille difficoltà sul piano amministrativo: una maggiore celerità ed efficacia permetterebbe di sbloccare almeno 1,5 miliardi di euro di investimenti ora fermi in attesa delle autorizzazioni in materia di Via ed Aia".

Maggio 2012
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