L'Adiconsum entra a gamba tesa sul tema carburanti e Gpl affermando che "l'uso del Gpl si sta diffondendo ed i nodi vengono al pettine: i petrolieri guadagnano molto di più vendendo Gpl piuttosto che benzina o gasolio". E' l'affermazione congiunta di Paolo Landi e Pietro Giordano, rispettivamente segretario generale e segretario nazionale dell'Associazione. Il motivo di tanto scetticismo e severità fa capo al fatto che "le case automobilistiche erano alla disperata ricerca di argomenti per convincere il consumatore a cambiare l'auto", e quindi "hanno colto al volo la sponda 'green' per proporre affrettate trasformazioni di veicoli progettati ed omologati a benzina". Insomma, per il consumatore, secondo Landi e Giordano, si tratta di una nuova beffa. "A tutto ciò - continuano i due leader dell'associazione - si aggiunge la variabilità della qualità del Gpl erogato da distributori diversi, e anche dallo stesso impianto, in diversi periodi di rifornimento". Inoltre per Adiconsum "sono ormai acclarate differenze di consumo dello stesso veicolo, nelle stesse condizioni di guida, anche del 70-80% dopo rifornimenti in distributori diversi". A parlare di come le speculazioni sui prezzi carburanti siano diventate ormai "un fatto strutturale" sono Federconsumatori e Adusbef che sottolineano come "tali speculazioni comportando un maggiore esborso di 108 euro annui per costi diretti e di 90 euro annui per costi indiretti (dovuti al trasporto su gomma delle merci), per un totale di ben 198 euro in più. Se, poi - spiegano ancora - a tali aumenti aggiungiamo quelli relativi all'rc auto ed alle tariffe autostradali la situazione, per gli automobilisti, diventa davvero drammatica".










































































































