Caro carburante, Antitrust: “agire su quattro fronti”. Up: “è un'aggressione totale”. Saglia: “decisione sulla riforma o con legge o accordo con compagnie”

Saranno giorni tesi alla verità quelli che daranno, o almeno dovrebbero, risposte concrete a consumatori ed associazioni del settore "benzina" alle prese, da settimana, con immotivate e sostanziose oscillazioni nei prezzi del carburanti. Anche di fronte alle rassicurazioni del sottosegretario Stefano Saglia di procedere, entro la fine di aprile, ad un provvedimento di legge per affrontare tutti i problemi che attanagliano il settore. Nel quadro, però, c'è anche chi, come l'Unione petrolifera, non sostiene il punto. Sui prezzi della benzina "siamo di fronte ad un'aggressione totale, anche da parte di giornali e mass media, perché sembra che sotto Pasqua c'è stata una grande speculazione sulla benzina. In realtà negli ultimi 15 giorni i prezzi sono rimasti fermi". Ad affermarlo è il presidente dell'Unione petrolifera, Pasquale De Vita.
Sull'altro fronte, Antonio Catricalà è fermo a dire che "per far sì che i prezzi della benzina diminuiscano occorre agire su quattro fronti: non oil, pompe bianche, grande distribuzione e self service". "La prima, e forse la più importante delle misure da prendere - ha sottolineato il presidente dell'Authority - è consentire ai gestori anche il non oil, perché significa che i punti vendita potrebbero abbassare i prezzi della benzina avendo economie di scala con altri prodotti; poi pensiamo che bisogna incrementare le pompe bianche; pensiamo anche che bisogna incrementare la possibilità per i supermercati di vendere benzina, perché questo è un oligopolio, sostanzialmente. E infine, altra cosa importante da fare - ha aggiunto - è aumentare i self service, in particolare l'iperself, perché gli impegni che sono stati assunti da Eni con noi stanno dando ottimi risultati: fino a 10 centesimi in meno rispetto al servito, il che significa essere realmente in linea con l'Europa, con la media europea". Da tutte le parti, insomma, si invoca l'intervento del Governo perché c'è necessità di chiarezza. "Bisogna prendere una decisione sulla riforma del settore dei carburanti o attraverso un accordo con le compagnie o con una legge", ha detto Saglia. Tra i punti della riforma ci sarà "una diminuzione delle stazioni di servizio, più self-service e l'adozione di prezzi settimanali e non giornalieri". A frenare la riforma, però, sarebbe, in particolare, la legislazione concorrente stato-regioni.

Maggio 2012
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