Da zucchero a energia pulita: Terrae, “treno” che passa per agricoltura
Un tempo c'era lo zucchero italiano. Poi, con l'Ocm zucchero che ha portato sul territorio nazionale alla chiusura di 15 stabilimenti su 19, e alla "perdita" dell'80% delle aziende nel giro di cinque anni, lo zucchero è diventato "energia". Così Finbieticola, l'ex cassa assicurativa dei bieticoltori, si trasforma in Terrae, la holding che accorpa le associazioni storiche bieticole e tre società operative: Agrisviluppo, Casei Gerola e Bondeno. E che chiama "a raccolta" nuovi partner sia industriali (nel settore) sia finanziaria. Partner sui quali per ora si tiene la bocca chiusa per la legge Draghi al fine di non variare eventuali quotazioni di mercato. "E' stato fatto un collocamento del 50% del capitale iniziale disponibile a nuovi investitori che porterà nuove risorse per i soci", spiega il presidente di Terrae Federico Vecchioni. L'obiettivo dell'incremento di capitale di Terrae "è significativo - spiega Vecchioni - perché genera automaticamente un volano". Volano che diventa appetibile per possibili nuovi investitori. E Vecchioni porta come esempio diverse industrie nazionali che si occupano della "nuova" energia, vale a dire quella pulita e rinnovabile. Lo scopo: riposizionare quei 230mila ettari di terra un tempo destinata alla bieticoltura. Un'operazione lanciata dopo anni di immobilismo che vede coinvolte settemila imprese bieticole ed ex bieticole aderenti all'Anb (in quota a Confagri) e che rientra nel "Patto per l'ambiente" firmato nel luglio scorso con il ministro Stefania Prestigiacomo e già sottoscritto da gruppi come Enel, Autostrade ed Eni.
Maggio 2012
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