Dopo 55 giorni di sciopero, la Total ha messo in chiusura la raffineria di Dunkerque. "Il sito sarà riconvertito", così ieri sera è arrivata la decisione dai piani alti del quartier generale di Total. "L'impianto nel 2009 ha riportato perdite superiori a 130 milioni di euro - ha spiegato l'azienda - e dato lo scenario poco fruttuoso, la ripresa delle attività di raffinazione sul sito non è più considerata possibile". I dirigenti, però, hanno poi assicurato che la città, alle porte di Parigi, non sarà abbandonata ma per tutti i dipendenti sarà garantito un nuovo lavoro mentre sul sito dove sorge la raffineria troveranno loco tre nuove attività che consentiranno di mantenere almeno 240 posti di lavoro. Si tratterà di un "centro di supporto per le operazioni di raffinazione" con 180 effettivi, un "centro di formazione tecnica" con 25 dipendenti e un "deposito logistico" con 15 tecnici, oltre a "posizioni amministrative per ulteriori 20 unità". A queste si aggiunge poi il terminal del metano, che sarà installato in partnership con l'azienda energetica Edf, che creerà almeno altri 50 posti di lavoro diretti, insieme a circa 150 indiretti". Al centinaio di dipendenti che rimarrebbero fuori, Total offre tre alternative: il trasferimento in altre raffinerie francesi del gruppo, il passaggio ad altro tipo di impianto o il pensionamento anticipato. Da parte dei sindacati, però, è ancora pugno chiuso rivendicando lo sciopero a oltranza.










































































































