Eco-energia, Piemonte entro 2011 impianto biofuel canna palustre
Sorgerà in Piemonte (a Crescentino) entro il 2011. Si tratta della più grande bio-raffineria del mondo, in grado di produrre 45mila tonnellate l'anno di etanolo semplicemente dall'utilizzo di paglia e canna comune. L'iniziativa è della Chemtex Italia (controllata del piemontese Gruppo Mossi & Ghisolfi) in collaborazione con la Regione Piemonte.
Un progetto la cui ambizione è quella di dare sviluppo anche al settore primario. In previsione è stata organizzata una giornata divulgativa per illustrare le potenzialità delle nuove colture agroenergetiche.
L'impianto, di altissima tecnologia, arriva dopo cinque anni di sperimentazioni e ricerche condotte dalla Chemtex Italia e Gruppo Mossi & Ghisolfi), in collaborazione con la Regione Piemonte, e raggiunge una serie di obiettivi importanti: ottenere carburante simile alla benzina evitando l'utilizzo di colture destinate a fini alimentari (cosa che come accade, invece, nell'etanolo di prima generazione), ridurre la dipendenza italiana dalle fonti fossili e dai loro costi eccessivi, risparmiare l'emissione di 51mila tonnellate di CO2 l'anno, pari all'impiego di 6.800 autoveicoli.
Un impianto che verrà alimentato da materia prima largamente presente o comunque reperibile nel territorio: canna domestica, appunto, e paglia. Occorrono appena 4mila ettari coltivati a canna palustre per alimentare completamente la produzione del nuovo impianto.
Un progetto la cui ambizione è quella di dare sviluppo anche al settore primario. In previsione è stata organizzata una giornata divulgativa per illustrare le potenzialità delle nuove colture agroenergetiche.
L'impianto, di altissima tecnologia, arriva dopo cinque anni di sperimentazioni e ricerche condotte dalla Chemtex Italia e Gruppo Mossi & Ghisolfi), in collaborazione con la Regione Piemonte, e raggiunge una serie di obiettivi importanti: ottenere carburante simile alla benzina evitando l'utilizzo di colture destinate a fini alimentari (cosa che come accade, invece, nell'etanolo di prima generazione), ridurre la dipendenza italiana dalle fonti fossili e dai loro costi eccessivi, risparmiare l'emissione di 51mila tonnellate di CO2 l'anno, pari all'impiego di 6.800 autoveicoli.
Un impianto che verrà alimentato da materia prima largamente presente o comunque reperibile nel territorio: canna domestica, appunto, e paglia. Occorrono appena 4mila ettari coltivati a canna palustre per alimentare completamente la produzione del nuovo impianto.
Maggio 2012





23/05/2012










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