Energia, Gse: per Aie 66mila mld di dollari da dimezzamento Co2 al 2050
L'obiettivo è arrivare a risparmiare il 50% di anidride carbonica entro il 2050. Ma per farlo gli investimenti addizionali in efficienza energetica, fonti rinnovabili e altre tecnologie a basso contenuto di carbonio rappresentano una cifra a diversi zero: 46mila miliardi di dollari.
Da contro altare, però, il risparmio in termini di spese evitate per combustibili fossili sarà di 112 mila miliardi di dollari, consentendo un risparmio cumulato netto, nel periodo 2010-2050, pari a 66 mila miliardi. E' quanto emerge dal rapporto "Le prospettive tecnologiche dell'energia" dell'International Energy Agency presentato dagli esperti dell'Agenzia nel corso del convegno organizzato dal Gestore dei Servizi Energetici (Gse).
La soluzione al problema energetico, secondo Aie, si concretizza in un mix di tecnologie e politiche diversificato al punto da contrastare le oscillazioni troppo spesso causate dai mercati e dalle congiunture geo-politiche internazionali. A questo, però, dovrà fare da corollario la curva crescente dei fondi per la ricerca e per il sostegno di questi mercati. I principali settori da tenere sotto osservazione sono quello elettrico, l'industria nel suo complesso, il residenziale, il terziario e quello dei trasporti.
Lo scenario "virtuoso", che consentirebbe un deciso abbassamento delle emissioni in atmosfera, si compone di diverse misure combinate (tra cui un mix produttivo che comprenda fonti rinnovabile e nucleare, efficienza energetica, investimenti in nuove tecnologie e sequestro della CO2). Tra le tecnologie da utilizzare vengono suggerite in particolare, nell'ambito di partnership pubblico-privato, la cattura e lo stoccaggio dell'anidride carbonica (CCS) e i veicoli elettrici, che dipenderanno dalla creazione di nuovi modelli di business sia per le industrie che per le tecnologie.
Nel mix di tecnologie, fermo restando, spiega il rapporto, che "i combustibili fossili sono destinati a rimanere una fonte energetica importante a livello mondiale anche in futuro" sono da considerare in primis l'efficienza energetica. Mentre la decarbonizzazione del settore elettrico, la seconda maggiore fonte di emissioni, osserva il rapporto "è un'opzione di cruciale importanza e deve coinvolgere un notevolissimo aumento della quota di rinnovabili e nucleare nonché utilizzare sistemi di cattura e stoccaggio della CO2 (CCS) nelle centrali elettriche alimentate da combustibili fossili".
Le previsioni per il prossimo decennio, però, secondo l'Aie, sono critiche. Se le emissioni non raggiungeranno un picco intorno al 2020 per poi declinare negli anni successivi, conseguire la necessaria riduzione del 50% entro il 2050 diventerà un obiettivo sempre più costoso. Di fatto, questa opportunità potrebbe addirittura venir meno". In conclusione, secondo l'Aie la sfida attuale è una rivoluzione tecnologica su scala globale sostenuta dall'integrazione dei più potenti mercati internazionali.
Da contro altare, però, il risparmio in termini di spese evitate per combustibili fossili sarà di 112 mila miliardi di dollari, consentendo un risparmio cumulato netto, nel periodo 2010-2050, pari a 66 mila miliardi. E' quanto emerge dal rapporto "Le prospettive tecnologiche dell'energia" dell'International Energy Agency presentato dagli esperti dell'Agenzia nel corso del convegno organizzato dal Gestore dei Servizi Energetici (Gse).
La soluzione al problema energetico, secondo Aie, si concretizza in un mix di tecnologie e politiche diversificato al punto da contrastare le oscillazioni troppo spesso causate dai mercati e dalle congiunture geo-politiche internazionali. A questo, però, dovrà fare da corollario la curva crescente dei fondi per la ricerca e per il sostegno di questi mercati. I principali settori da tenere sotto osservazione sono quello elettrico, l'industria nel suo complesso, il residenziale, il terziario e quello dei trasporti.
Lo scenario "virtuoso", che consentirebbe un deciso abbassamento delle emissioni in atmosfera, si compone di diverse misure combinate (tra cui un mix produttivo che comprenda fonti rinnovabile e nucleare, efficienza energetica, investimenti in nuove tecnologie e sequestro della CO2). Tra le tecnologie da utilizzare vengono suggerite in particolare, nell'ambito di partnership pubblico-privato, la cattura e lo stoccaggio dell'anidride carbonica (CCS) e i veicoli elettrici, che dipenderanno dalla creazione di nuovi modelli di business sia per le industrie che per le tecnologie.
Nel mix di tecnologie, fermo restando, spiega il rapporto, che "i combustibili fossili sono destinati a rimanere una fonte energetica importante a livello mondiale anche in futuro" sono da considerare in primis l'efficienza energetica. Mentre la decarbonizzazione del settore elettrico, la seconda maggiore fonte di emissioni, osserva il rapporto "è un'opzione di cruciale importanza e deve coinvolgere un notevolissimo aumento della quota di rinnovabili e nucleare nonché utilizzare sistemi di cattura e stoccaggio della CO2 (CCS) nelle centrali elettriche alimentate da combustibili fossili".
Le previsioni per il prossimo decennio, però, secondo l'Aie, sono critiche. Se le emissioni non raggiungeranno un picco intorno al 2020 per poi declinare negli anni successivi, conseguire la necessaria riduzione del 50% entro il 2050 diventerà un obiettivo sempre più costoso. Di fatto, questa opportunità potrebbe addirittura venir meno". In conclusione, secondo l'Aie la sfida attuale è una rivoluzione tecnologica su scala globale sostenuta dall'integrazione dei più potenti mercati internazionali.
Maggio 2012





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