Energia: nuova tecnica per celle termofotovoltaiche meno care

Rendere più economiche le celle termofotovoltaiche. E' una nuova tecnica sperimentata dalla società belga Imec, specializzata nella ricerca in nanotecnologie. Quella termofotovoltaica (TPV) è una tecnologia nata negli anni ‘60 al MIT di Boston. Sostanzialmente le celle TPV convertono in elettricità la radiazione che viene emessa da una sorgente di calore con temperature molto inferiori a quelle del Sole. Presentano inoltre un'elevata densità di potenza, fino a 100 volte superiore a quella delle celle fotovoltaiche basate sulla radiazione solare. Per contro hanno un rendimento elettrico ancora basso, costi più elevati e necessitano di ulteriore ricerca per ingegnerizzare il sistema. Possono essere realizzate in svariati materiali, anche in combinazione tra di loro: silicio, germanio, composti di gallio, antimonio, indio e arsenico. Le celle termofotovoltaiche della Imec sono basate sul germanio, considerato uno degli elementi più promettenti per questo tipo di impianti. La novità consiste nel metodo di realizzazione delle celle, finora basato sulla deposizione epitassiale del germanio: una tecnica molto complessa che prevede la crescita del materiale per stratificazione atomica su un particolare substrato che ne determina la struttura. Nel nuovo sistema lo strato di germanio si forma per diffusione su un substrato di silicio amorfo: un'innovazione apparentemente semplice che tuttavia potrebbe essere un passo fondamentale per lo sviluppo di un mercato del termofotovoltaico. È proprio a causa degli alti costi dovuti alla complessità degli impianti, infatti, che finora è stata preclusa a questa tecnologia un vero sbocco commerciale.

Maggio 2012
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