Energia rete del gas, ok allo scorporo tra Eni e Snam

Sarà definita entro sei mesi con un apposito decreto della presidenza del Consiglio dei ministri la separazione dall’Eni della Snam che incorpora la rete dei gasdotti di Snam rete gas, gli impianti di stoccaggio della Stogit, la rete di vendita di Italgas e il rigassificatore di Gnl Italia. Secondo il governo, la separazione proprietaria della gestione di una infrastruttura come Snam, costituisce il metodo ottimale per dare il via a un effettivo mercato concorrenziale del gas naturale, tramite la garanzia di uno sviluppo ottimizzato della rete e di un suo accesso in condizioni non discriminatorie da parte di tutti gli operatori. Il cosiddetto unbundling, cioè lo scorporo della rete gas, sarà realizzato mediante la separazione proprietaria che “non è solo per Snam Rete Gas ma tutta la holding, cioè Snam spa», ha spiegato il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera. Probabilmente con una separazione ben pensata tra infrastrutture e operatori - ha spiegato ancora il ministro - si riuscirà a creare nuove occasioni per investimenti e una riduzione dei costi del Paese”. Dalle riforme sul mercato del gas e in particolare dalla separazione tra Snam ed Eni deriverà anche una “forte accelerazione secondo il criterio della concorrenza” nel settore, ha detto ancora Passera, quindi un vantaggio per tutti i cittadini. Vantaggi ancora tutti da verificare, comunque, visto che i tempi non saranno brevi. La separazione proprietaria, come era già emerso negli scorsi giorni, avverrà infatti attraverso l'emanazione di un decreto della presidenza del Consiglio dei ministri entro sei mesi dall'entrata in vigore del decreto liberalizzazioni. Paolo Scaroni, amministratore delegato dell'Eni, mostra soddisfazione per la decisione del Governo ma chiede che Snam sia venduta a prezzo di mercato. “Noi siamo soddisfatti: è stato tutelato il campione europeo del gas”, ha spiegato l'amministratore delegato dell'Eni in un'intervista a Repubblica. “Il governo - rileva - ha fatto bene a decidere di tagliare questo nodo gordiano, perché i mercati non vogliono chiacchiere. Da tre anni abbiamo capito e detto pubblicamente che il business di Snam non era più strategico per l'Eni: di fronte a una nuova opportunità era giusto vendere. Per cui questa 'imposizione' del governo ce l'aspettavamo da tempo, eravamo preparati. Il nostro business andava da un'altra parte e in quella direzione l'abbiamo sviluppato”. E adesso “una Snam unita, con la rete, Italgas e i rigassificatori, gli stoccaggi, potrà crescere in Europa e aiutare l'Europa. Una crescita europea di Snam con Eni azionista al 52% non sarebbe stata possibile, ci avrebbero fatto mille ostacoli. La strategia europea di Snam ormai era in contraddizione con la proprietà di Eni”, precisa Scaroni.

Febbraio 2012
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