Energia solare dalle vespe

Una scoperta compiuta da un gruppo di scienziati di Tel Aviv: anche le vespe sono grandi produttori di energia. La vespa in questione è la “Vespa Orientalis Linnaeus”, un imenottero della famiglia delle Vespidae, simile al calabrone, che può raggiungere le dimensioni di circa tre centimetri.
E’ diffusa soprattutto nel sud est dell’Europa e nel Medio Oriente; in Italia è presente nelle regioni meridionali e in Sicilia e nidifica solitamente all’interno di cavità ricavate nei muri e negli alberi, oppure direttamente nel terreno.
Dall’osservazione attenta delle loro attività quotidiane, gli scienziati hanno appurato che questo tipo di vespe lavora molto anche durante l’inverno, e che la loro attività è molto più frenetica durante le ore centrali della giornata. Ipotizzando una correlazione tra la maggiore insolazione e la maggiore attività, le osservazioni e gli esperimenti si sono indirizzati nello studio dei processi metabolici.
Le vespe, come se fossero dei veri pannelli solari, utilizzano due zone corporee che si trovano sull’esoscheletro, (detto anche cuticola, che altro non è che un rivestimento esterno che protegge l’animale) una di colore marrone e l’altra gialla. Secondo Ishay, l’esoscheletro ha proprietà molto interessanti: la parte marrone contiene melanina e la parte gialla contiene xantopterina, che è il pigmento giallo presente in molti animali, specialmente nelle farfalle e nelle vespe, ma presente anche nell’urina dei mammiferi.
Queste due superfici corporee diversamente pigmentate e presenti sul corpo della vespa orientalis, sono capaci di catturare il 99% dell’energia solare da cui sono colpite. Le radiazioni sono assorbite dalla cuticola attraverso i pigmenti e trasformate in energia.

Maggio 2012
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