Eni, 15 mln di multa a consorzio Karachaganak
Una multa di quasi 15 milioni di euro per violazione delle norme di protezione dell'ambiente nel 2008. E' stata inflitta dall'Ufficio della Procura Generale del Kazakhstan Occidentale a Karachaganak Petroleum Operating, il consorzio guidato da Eni e Bg (ciascuno con una quota del 32,5%) che sviluppa il giacimento petrolifero kazako. Karachaganak, che vede la partecipazione anche di Chevron e Lukoil, è l'unico grande progetto nel petrolio e nel gas in cui il governo kazako non possiede una quota.
La compagnia, "che detiene i diritti di sfruttamento del sottosuolo del territorio nel Kazakhstan occidentale, nel 2008 ha ecceduto il limite delle emissioni consentite dal progetto, e il limite permesso di smaltimento dei rifiuti e delle emissioni di sostanze inquinanti nell'atmosfera".
Si fa più concreto così lo spettro di una "Kashagan 2", che, secondo gli analisti, potrebbe portare per la compagnia italiana e quella britannica a una revisione del contratto e delle imposte da parte del governo kazako. Secondo varie fonti, infatti, Astana starebbe preparando rivendicazioni fiscali nei confronti del consorzio, e potrebbe contestare l'accordo di production-sharing, per far ottenere al governo kazako una partecipazione nel giacimento.
Da tempo l'ex repubblica sovietica, il maggiore produttore di petrolio nel Caspio dopo Russia e Iran, cerca di aumentare le proprie entrate dal settore energetico innalzando tasse, acquistando quote nei progetti e puntando a contenere i costi a proprio carico. Ha già aumentato la sua presenza nel progetto offshore Kashagan (il maggiore giacimento del paese), facendo leva su ritardi e sovraccosti da parte dei gestori stranieri. Ora punterebbe a fare lo stesso con Karachaganak.
Maggio 2012
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