Eni, Descalzi: “tre regole per una nuova disponibilità”

Tre regole per evitare che un disastro come quello del Golfo del Messico si possa ripetere e assicurare al mondo "un'offerta di energia efficiente e sostenibile". Dal World Energy Congress, che si è chiuso ieri a Montreal, Claudio Descalzi, numero due di Eni, ha illustrato il modello di sostenibiltà del Cane a sei zampe. L'occasione è stata la tavola rotonda "The 'Fantastic Four of Sustainability: Rules, Rights, Reputation, Respect", organizzata da Oil, trimestrale di Eni, a cui hanno partecipato anche Gary Hart, ex senatore degli Stati Uniti per il Partito Democratico; Daniel Yergin, presidente del CERA e Moises Naim, Senior associate del Carnegie Endowment for International Peace. "Al 2030, sarà necessaria una produzione addizionale di 100 Mboe al giorno per coprire l'esaurimento dei giacimenti esistenti e la nuova domanda - ha spiegato Descalzi - sottolineando come l'industria dell'oil&gas fatichi a tenere il passo. Negli ultimi sei anni in Nord Africa, Medio Oriente o in Sud America non è stato sviluppato alcun nuovo grande progetto". "Per invertire questo trend - ha aggiunto - dobbiamo focalizzare il nostro impegno su tre regole basilari, peculiari del nostro settore".  La prima regola è quella delle competenze: "Una delle lezioni che abbiamo imparato da quanto accaduto nel Golfo del Messico - ha detto il direttore generale E&P di Eni - è la necessità che le compagnie petrolifere diano inizio ad un processo di re- internalizzazione delle competenze di base". La seconda regola è quella della "doppia bandiera". Secondo Descalzi, "l'industria ha bisogno di un nuovo modello di cooperazione basato su una piena integrazione e una partnership reale con i Paesi ospitanti. Dobbiamo partecipare - ha detto - allo sviluppo locale, investendo nel paese e promuovendo la diversificazione dell'economia e la riduzione della loro dipendenza dalle esportazioni di petrolio". La terza è la "regola dell'etica". Di problema etico ha parlato anche il senatore Hart, che sottolinea come il dovere di una generazione verso le generazioni future sia "lasciare un mondo migliore di quello che ha ereditato". L'aumento della domanda di energia "deve essere affrontato nei limiti permessi dal nostro pianeta - ha detto Hart - affermando che si tratta di una questione morale, non politica". Daniel Yergin è tornato sul rapporto tra industria dell'oil&gas e Paesi ospitanti, ribadendo come questi ultimi debbano poter beneficiare dei proventi del petrolio in termini di "crescita economica, opportunità e migliori condizioni di vita". Moises Naim si è concentrato sulla quarta "R", quella della reputazione. "La rivoluzione dell'informazione, la concorrenza spietata, nuovi standard di controllo, trasparenza e responsabilità e un ambiente economico in rapida evoluzione - ha spiegato - hanno aumentato il rischio del verificarsi di eventi che compromettono la reputazione di una società e dei suoi dirigenti".

Maggio 2012
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