Eni mette fine agli affari in Iran

Stop agli affari col petrolio iraniano, pena la permanenza nella black list, con tutte le conseguenze del caso: sanzioni e uscita dei fondi pensione e degli altri investitori istituzionali dal capitale delle aziende più sorde ai moniti statunitensi. Per Eni & C – come riporta un articolo di Milano Finanza – non c’erano poi tante altre alternative da poter valutare. Dopo mesi di diatribe, alla fine, tra Washington e Teheran ad avere la meglio è stata la prima e il gruppo di Paolo Scaroni, insieme a Total, Statoil e Royal Dutch Shell, si è meritato la clemenza Usa e l'uscita dalla lista nera. A conclusione dell’indagine condotta dal Dipartimento di Stato le compagnie avrebbero infatti riconosciuto i rischi crescenti del mantenere affari in Iran e, per questo, stanno terminando le operazioni ancora in corso. Delle quattro oil company europee riammesse tra quelle gradite agli Usa, è stato il Cane a sei zampe ad aver promesso i tempi di uscita più rapidi tanto che per fine 2010 dovrebbe diventare effettivo il passaggio di mano a partner locali della titolarità del giacimento di Darquain, ancora in fase di lancio.

Maggio 2012
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