Entro il 2050 metà dell'energia prodotta dall'Unione Europea potrebbe venire dal mare. L'obiettivo ambizioso è stato annunciato dagli esperti riuniti per la conferenza Eurocean 2010 a Ostenda. "Le energie rinnovabili dal mare sono ancora in una fase embrionale – ha spiegato lars horn, che presiede la conferenza – ma l'obiettivo del 50% è raggiungibile secondo i nostri calcoli, se ricerca, industria e istituzioni coopereranno per questo fine”. Tra le tecnologie citate dagli esperti ci sono le centrali eoliche off-shore, ma anche applicazioni più futuristiche: le più importanti saranno le centrali che sfruttano le correnti marine o le onde per produrre energia, insieme a quelle, ancora sperimentali, che usano le differenze di salinità e temperatura dell'acqua. Un grande contributo potrebbe venire anche dall'impiego delle alghe come combustibili. Per riuscire a sfruttare tutta l'energia del mare i ricercatori hanno chiesto che al tema sia dedicato un settore specifico del prossimo bando per i finanziamenti Ue, oltre che la nascita di programmi specifici che favoriscano la cooperazione. "Gli oceani hanno un enorme potenziale per la salute e il benessere dell'uomo - ha affermato il commissario Ue per la ricerca Maire Geoghegan-Quinn - abbiamo bisogno di estrarre da questi sempre più energia rinnovabile per evitare in futuro disastri come quelli del golfo del Messico, ma abbiamo bisogno dei mari anche per produrre cibo sostenibile e persino per l'uso del loro potenziale biochimico come arma contro le malattie”.










































































































