Eurobserv'er ha condotto una indagine sullo stato di attuazione della direttiva europea sui biocombustibili sul divario tra obiettivi raggiunti e traguardo indicato dalla strategia di sviluppo delle fonti verdi. L'indagine stima per il 2008 e il 2009 un consumo senza rilevanti variazioni rispetto al 2007: circa 10 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep) che costituisce il 3,3% del totale dei carburanti impiegati nel trasporto, ossia 2,45 punti percentuali in meno dalla meta richiesta dalla direttiva. Se il consumo non mostra una tendenza incoraggiante, la produzione invece è in crescita: il 28,5% tra il 2007 e il 2008, trainato dal biodiesel che rappresenta anche il 78,5% del consumo totale, dal bioetanolo e per ultimo dall'olio vegetale. Nella top ten dei Paesi che guidano i consumi Francia e Spagna mentre Inghilterra e Germania hanno abbattuto quote e consumi.
L'Italia è passata invece, nell'arco di un anno, da un consumo quasi pari a zero ad un consumo di 130 ktep di bioetanolo e 202 ktep di biodiesel da circa 135 ktep, con risultati positivi anche per quanto riguarda la produzione. Per applicare la direttiva, però, come ha osservato EurObserv'Er, alcuni paesi UE dovranno raddoppiare i propri sforzi nei prossimi due anni per allinearsi alla normativa e ai suoi intenti. In prossimità della data in cui i membri dell'Unione europea dovranno definire i loro Piani d'Azione per le energie rinnovabili (30 giugno 2010), è necessario che la biomassa fosse messa in condizione di fornire una quota di oltre il 5% nella produzione di elettricità, il 10% dei carburanti per il trasporto e almeno il 20% per il riscaldamento.










































































































