"Non v'è ragione di polemica sull'andamento dei prezzi: le quotazioni attuali del petrolio non sono diminuite del 13 % rispetto ad inizio mese, ma solo di 2 centesimi al litro, complice un tasso di cambio euro/dollaro diminuito di circa il 4,5%, un importo corrispondente esattamente a quanto è diminuito il prezzo alla pompa da allora ad oggi". E' quanto sostiene Luca Squeri, presidente nazionale Figisc-Confcommercio. Per quanto riguarda gli ultimi sette giorni, si legge nel Rapporto settimanale dell'Osservatorio Figisc, la benzina, infatti, è diminuita di circa 1,7 centesimi di euro al litro ed il gasolio di 0,6 centesimi, il tutto in linea con il mercato internazionale per il gasolio, mentre per la benzina la diminuzione è stata quattro volte più consistente della diminuzione della quotazione internazionale del prodotto (il Platt's ha perso solo 0,004 euro/litro, infatti). Nel panorama europeo dei prezzi l'Italia - sempre secondo la Figisc - ha un bel miglioramento per il prezzo della benzina: scala, infatti, di due posti la classifica dal settimo al nono posto, mentre per il gasolio sale dal sesto al quinto posto in ordine decrescente (dal più alto al più basso).
"Come sempre - conclude Squeri - la concorrenza sul territorio consente all'automobilista di fare il pieno non solo a prezzi decisamente 'europei', ma anche assai più convenienti, che possono raggiungere anche i sei/sette eurocent in meno del prezzo convenzionale che comunemente viene indicato sui media quando si parla del costo dei carburanti".










































































































