"Sotto il profilo della concorrenzialità il mercato del gas presenta ancora oggi livelli di per se' bassi". E' quanto sostiene l'Authority sullo stato del mercato dell'energia elettrica e del gas naturale e sullo stato di utilizzo ed integrazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili. Secondo l'Authority le colpe maggiori le ha Eni che "a quasi dieci anni dall'apertura dei mercati, rappresenta ancora circa il 70% delle disponibilità nazionali contro il restante 30% che spetta ai principali concorrenti, Enel ed Edison". Per questo secondo l'Authority sarebbe necessario un livello di offerta capace non solo di seguire la dinamica della domanda , ma di anticiparla proattivamente con un fisiologico eccesso di offerta. Il tutto per assicurare al sistema produttivo e agli utenti finali un mercato del gas in grado di garantire sia la continuità che l'economicità delle forniture. Ma problematiche esisterebbero anche sul fronte del mercato all'ingrosso fortemente condizionato dall'assenza di mercati liquidi e della disponibilità, a costi ragionevoli, dei necessari strumenti di flessibilità. E anche il recente gas release di Eni non darebbe piena soluzione all'assenza di una struttura concorrenziale nell'offerta. Tra le misure da adottare immediatamente, l'Authority ha segnalato la necessità di introdurre "per via legislativa, obblighi all'operatore dominante di offerta a condizioni predefinite e per volumi di gas sensibilmente superiori a quelli che hanno caratterizzato la recente gas release; un'offerta a cui possa accedere tutta la domanda, con un orizzonte pluriennale coerente con lo sviluppo delle infrastrutture di stoccaggio". Come anche il bisogno di imporre "regole certe per la definizione di bandi e criteri di gara nella distribuzione al fine di ridurre i costi di transazione, favorire l'entrata di nuovi operatori". Tra gli obiettivi da raggiungere nel lungo periodo, invece, l'Authority ha proposto la separazione proprietaria delle attività di trasporto e il trasferimento a Snam Rete Gas, "una volta resa terza dall'Eni, dei diritti sul trasporto internazionale, specie quelli precedenti le normative di liberalizzazione del sistema". E, poi ancora, la separazione proprietaria delle attività di stoccaggio e "l'obbligo di cessione per l'operatore dominante di una significativa quota della produzione nazionale, con particolare riferimento ai campi riconvertibili a stoccaggio" e tetti antitrust abbassandoli "fino al valore già applicato per il settore elettrico (50 %) in tempi certi.










































































































