“Nel 2009 sono state bloccate le importazioni dalla Russia e nel 2010 quelle dal Nord-Europa: per l'inverno 2010-2011 il rischio di deficit di capacità è molto alto”. Il quadro emerge dal rapporto Nomisma Energia sul sistema gas in Italia e in particolare sul mercato internazionale del gnl (gas naturale liquefatto). “La capacità di offerta del sistema gas in condizioni normali a inizio 2010 - spiega Davide Tabarelli, presidente di Nomisma energia - è stata di circa 500 milioni di metri cubi al giorno e il picco di domanda registrato è stato di oltre 440 (toccato a inizio 2006)”. Ora “nel caso in cui il prossimo gennaio si tocchi questa punta ed, oltre ai 58 milioni di metri cubi giornalieri in meno provenienti dalla Svizzera, a causa della frana sul Transitgas, si verifichi qualche problema dalla Russia, come è accaduto precedentemente, potrebbero venire a mancare altri 90 milioni di metri cubi, la somma porta a un ammanco di 140-150 milioni di metri cubi giornalieri”. Un’ipotesi che Tabarelli ha definito remota ma non impossibile. Come riportato nelle pagine del Rapporto, “l’Italia è infatti il paese all'interno dell'Ocse più dipendente da importazioni di gas dall'estero, ma è anche quello che meno ha fatto per diversificarle”. A riguardo i gas non convenzionali potrebbero offrire una soluzione e per Tabarelli, l'Italia potrebbe sfruttare la tradizione che ha sviluppato nel passato. Il gnl, infatti, oggi ha una importanza rilevante, “basti pensare - sottolinea - che le riserve sono quattro volte quelle convenzionali e la crescita del commercio mondiale liquefatto, cioè del gas che viaggia attraverso i terminali, aumenta di circa il 6% all'anno”.










































































































