Gas, Ortis: “insistiamo su separazione proprietaria Snam Rtg da Eni” Osservazioni dell’Autorità sugli stoccaggi

Per il futuro assetto della rete del gas "noi insistiamo sull'unbundling vero, quello proprietario". Lo ha ribadito il presidente dell'Autorità per l'Energia, Alessandro Ortis, nel corso di un convegno al Forum P.A..Business completamente diversi per Ortis sarebbero infatti la produzione, vendita e commercializzazione e la gestione di monopoli tecnici. "Se per le attività libere uno vede gli altri operatori come nemici - ha aggiunto - è evidente che chi ha in mano le reti, pagate con le nostre bollette, deve essere a disposizione di tutti, devono essere tutti suoi amici. Sono mondi completamente diversi - ha concluso - ecco perché noi insistiamo sull'unbundling vero, quello proprietario". La legislazione europea, comunque, lascia gli stati membri liberi di scegliere tra una separazione solo gestionale della rete di trasporto del gas ed una proprietaria.
Le osservazioni dell'Autorità dell'energia al decreto sul gas si sono quindi concentrate sulle quantità di stoccaggio e di gas release secondo cui l'Eni, qualora superi il 40% del mercato, sia obbligata a potenziare la capacità di stoccaggio del gas naturale aumentandola di 4 miliardi di metri cubi o, in alternativa, a procedere alla cessione annuale di gas (sempre 4 miliardi di metri cubi) a condizioni regolamentate. In ogni caso il gas release andrà realizzato qualora l'Eni superi il 60%.
"La riforma - afferma l'Authority - contiene elementi positivi, ma alcune misure sono eccessivamente favorevoli all'operatore dominante rischiando di compromettere l'efficacia dell'intero intervento". In particolare "i 4 miliardi di metri cubi di stoccaggi aggiuntivi non bastano a compensare un aumento della soglia al 60%". Inoltre, in caso di sforamento, il programma di gas release "dovrebbe avere durata pluriennale, non limitata all'anno termico successivo e superare i 4 miliardi di metri cubi". Sarebbe poi "opportuno escludere del tutto la possibilità che Eni possa diventare, anche indirettamente, titolare dei diritti di utilizzazione dei nuovi stoccaggi".
Punto questo su cui le due Autorità convergono pienamente. Anche secondo l'Antitrust infatti è necessario "escludere esplicitamente che Eni possa contemporaneamente gestire la capacità aggiuntiva per conto dei soggetti grandi utilizzatori di gas". I due garanti divergono invece sul giudizio dato in merito alla metodologia di definizione dei nuovi tetti, calcolati non più in base alla quantità di immissione di gas, ma alla quota di mercato all'ingrosso. Mentre, allora, l'Autorità per l'energia promuove il nuovo metodo, l'Antitrust lo boccia perché "i dati e la metodologia di calcolo della quota annua di immissione appaiono dei parametri oggettivi molto più affidabili di quelli idealmente utilizzabili per l'individuazione di una ancora non meglio specificata quota sul mercato all'ingrosso".

Maggio 2012
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