Gazprom prepara vie alternative a Bielorussia verso Ue

Gazprom conta di risolvere in fretta la disputa sul gas con la Bielorussia, ma per ogni evenienza "sta preparando vie alternative" per quel 20% di metano destinato all'Ue, che transita su suolo bielorusso. Lo ha riferito il portavoce del colosso russo del gas, Sergey Kuprianov, poche ore dopo il taglio del 15% delle forniture alla Bielorussia, deciso per reclamare il saldo di debiti accumulati dalla società Beltrangaz con pagamenti a tariffa inferiore rispetto a quella richiesta dai russi. Kuprianov ha anche de facto lanciato un ultimatum a Minsk: due giorni per pagare 200 milioni di dollari - o scontarli sul calcolo dei pagamenti russi per il transito - oppure si arriverà a un taglio dell'85% delle forniture alla Bielorussia. Cosa che sarebbe stata possibile già da oggi, ha precisato, ma Gazprom vuole evitare "problemi tecnici" e comunque non esclude un'ulteriore stretta dei rubinetti già in giornata. I transiti alternativi che il gruppo moscovita prende in considerazione sono via Ucraina e Polonia, fa sapere Gazprom. La Bielorussia ha bollato come "illegale e infondata" la decisione russa di procedere alla riduzione delle forniture. Malgrado le poco velate minacce in tal senso nei giorni scorsi, però, oggi da Minsk viene esclusa una "rappresaglia" sui volumi di gas destinati all'Europa. Il ministero dell'Energia ha infatti emesso un comunicato per assicurare che il transito di gas russo destinato all'Europa procede "senza perturbazioni" dopo la stretta da parte di Gazprom.

Maggio 2012
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