Il prezzo dell'elettricità è in crescita a settembre alla borsa elettrica. Il prezzo medio di acquisto (pun) è aumentato, infatti, di soli 6 cent di euro/mwh rispetto a settembre 2009, attestandosi a 66,55 euro/mwh (+0,1%). La modesta variazione sconta da un lato un rialzo di 6,97 euro/mwh (+13%) nelle ore fuori picco e dall'altro una flessione di 11,88 euro/mwh (-13,4%) nelle ore di picco, con prezzi attestatisi rispettivamente a 60,69 euro/mwh e 76,66 euro/mwh. Il rapporto tra il prezzo nelle ore di picco e baseload - sceso a 1,15 - si conferma ai minimi storici. E’ quanto si legge nella newsletter del Gme. Con un'offerta mai così alta a settembre (oltre 58mila mwh medi orari), i volumi di energia elettrica scambiati nel sistema Italia, per la prima volta nel 2010, hanno segnato una flessione su base annua (-2,3%). La ripresa degli scambi di energia elettrica registrata nei primi mesi dell'anno, dopo la lunga fase recessiva, pare pertanto aver esaurito il suo slancio. Segno negativo sia per gli acquisti nazionali (-1,8% su base annua), che per le vendite delle unità di produzione (-1,7%), ma non per i più moderni ed efficienti impianti a ciclo combinato (+7,1%) la cui quota sul totale delle vendite si avvicina ormai al 60%. La liquidità del mercato elettrico, stabile rispetto ad agosto, ha ceduto 7,1 punti percentuali su base annua, attestandosi al60,9%. I prezzi di vendita hanno evidenziato dinamiche molto differenziate tra le zone: in aumento su base annua nel nord e nel sud (entrambe +6,1%), pressoché stabili al centro sud ed al centro nord, in calo nelle due isole (-35,3% in Sardegna; -16,7% in Sicilia). Il sud si attesta ancora sul livello più basso con 62,20 euro/mwh; tra 65 e 66 euro/mwh le altre zone continentali; più alto il prezzo delle due isole: 70,85 euro/mwh la Sardegna e 83,18 euro/mwh la Sicilia.














































































































