Tra dieci anni ci vorrà una superficie pari a due volte quelle del Belgio per soddisfare la richiesta europea di biofuel. E alla fine, calcolando tutta la filiera, dal campo alla pompa del distributore, le emissioni di gas serra saranno addirittura aumentate.
Un nuovo studio realizzato dall'Institute for european environmental policy (ieep) per associazioni come Actionaid, Birdlife international, Friends of the eart, e Greenpeace denuncia l'effetto paradossale della scelta europea di puntare su benzina e gasolio da colture alimentari.
L'unione ha stabilito, infatti, di aumentare in modo significativo l'uso di propellenti derivati da biomassa: entro il 2020 dovranno fornire il 9,5% dei carburanti da trasporto. “Per rispondere a questa domanda - spiega il rapporto - ci vorranno 69mila km quadrati di nuove piantagioni, con rischi per le foreste, gli ecosistemi naturali e le comunità più povere. Queste nuove piantagioni, inoltre, produrranno tra i 27 e i 56 milioni di tonnellate di gas serra l'anno, tante quante, sottolineano gli ambientalisti, ne emetterebbero 26 milioni di nuove vetture sulle strade europee”.














































































































