Il 50% dell’energia mondiale va sprecata, lo rivela l’Accademia dei Lincei

Metà dell'energia utilizzata nel mondo va sprecata. E’ il quadro non proprio ottimistico che l'Accademia dei Lincei presenterà il 15 ottobre in occasione della giornata mondiale dell'ambiente. Nel bilancio energetico dei paesi, anche i più sviluppati, il 50% circa dell'energia consumata va sprecata e si perde o nelle trasformazioni, ad esempio nel produrre elettricità dal petrolio, o durante i trasporti, lungo gli oleodotti, le linee ad alta tensione, i gasdotti. “Si tratta di energia che non produce lavoro utile - rilevano i lincei in una nota - ma che viene comunque consumata, viene pagata e causa la metà dell'inquinamento imputato ai consumi energetici''. Il costo dell'energia, dopo quello della salute, “è uno dei più elevati nel bilancio dell'economia italiana” osservano ancora gli esperti dell'accademia, che prevede di affrontare dopodomani il tema dei costi e dei rischi ambientali delle varie forme di produzione di energia, gli accordi internazionali per la riduzione dell'inquinamento, le modalità di risparmio  in programma la discussione relativa alle nuove sfide tecnologiche nate dai recenti obiettivi di abbattimento dei gas responsabili dell'effetto serra. “A fronte di un notevole potenziale di diffusione ed innovazione tecnologica e di sviluppo industriale nei settori della cosiddetta green economy, queste tendenze - osservano i lincei – aprono interrogativi specifici sulla sostenibilità ambientale di alcune tecnologie, ad esempio alcune rinnovabili, e sulla attuabilità economica di altre tecnologie, ad esempio il nucleare. Restano inoltre settori critici, come quello dei trasporti, dove né le rinnovabili né il nucleare possono offrire soluzioni sufficienti”.

Maggio 2012
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