Il decreto sull'energia è legge. Saglia: un successo per il Governo
“Con l’approvazione del decreto legislativo sull’energia, il Governo ha conseguito un importante successo per la strategia energetica nazionale”. È questo il commento di Stefano Saglia, sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico con delega all’Energia, in merito al provvedimento sblocca-reti approvato in via definitiva Senato. La conversione in legge è arrivata con 145 voti favorevoli e 97 contrari. “Il decreto - continua il sottosegretario - è orientato a garantire una maggiore concorrenzialità nel settore energetico e prevede lo sblocco di molte infrastrutture del settore del trasporto e della trasmissione, che rivestono un carattere strategico nazionale”. “Le misure approvate - conclude Saglia - come l’introduzione di forme di flessibilità per lo sviluppo di fonti energetiche rinnovabili intermittenti e di meccanismi che riducono la speculazione nelle richieste di autorizzazione, potranno fornire un ulteriore impulso al conseguimento degli obiettivi correlati alle fonti rinnovabili”.
La novità più rilevante riguarda la bocciatura della norma che permetteva di superare l'incompatibilità “in sede di prima applicazione” tra la presidenza dell'Agenzia per la sicurezza nucleare e qualsiasi incarico politico elettivo. Rafforzato, poi,  il ruolo di Invitalia, che si appresta a ricevere le “funzioni di assistenza tecnica e accompagnamento” del Ministero dello Sviluppo Economico, nell'attuazione dei programmi comunitari al posto dell'Ipi (Istituto per la promozione industriale).  Prorogati a tutto il 2011 i termini della gara internazionale per la realizzazione del progetto di gestione integrata della miniera di carbone del Sulcis in Sardegna, tramite la realizzazione di una centrale elettrica ambientalmente avanzata e di un impianto per il sequestro e lo stoccaggio dell'anidride carbonica prodotta. Cambiano anche alcune procedure per le autorizzazioni di impianti di produzione di energia rinnovabile. Viene confermato che sono fatti salvi gli effetti relativi alle procedure di denuncia di inizio attività per la realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili recanti delle soglie superiori a quelle previste dal decreto legislativo n. 387 del 2003, a condizione che gli impianti siano entrati in esercizio entro 150 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, anziché 90 come originariamente previsto dal Senato. Viene, inoltre, istituito un sistema informatico integrato per la gestione dei flussi informativi, relativi ai mercati dell'energia elettrica e del gas e sarà gestito dall'Acquirente Unico, la società pubblica del Gruppo GSE (Gestore Servizi Energetici). Nel provvedimento c'è anche la proroga al 15 febbraio 2011 della delega al governo per il riordino della disciplina della programmazione negoziata e degli incentivi per lo sviluppo del territorio, degli interventi di reindustrializzazione di aree di crisi, degli incentivi per la ricerca, sviluppo e innovazione.
Il decreto, denominato “blocca-reti”, è stato varato d'urgenza dopo che la Corte costituzionale ha accolto il ricorso delle Regioni Emilia Romagna, Toscana, Umbria e della Provincia autonoma di Trento. Il testo approvato prevede che l'intesa con le Regioni debba essere trovata su tutti gli interventi urgenti e indifferibili, connessi alla trasmissione, distribuzione e produzione di energia e delle fonti energetiche; viene poi eliminato il requisito della prevalenza dell'apporto del finanziamento privato e, infine, rimane la possibilità per il governo di nominare i commissari straordinari ma vengono posti alcuni paletti alla loro opera.
Maggio 2012
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