Con l'ascesa del nuovo governo filorusso sembravano sopite le divergenze energetiche tra Russia e Ucraina. Invece si sono riaccese a causa del gasdotto South Stream.
Il ministro degli Esteri ucraino ha infatti dichiarato recentemente che l'opera “è dispendiosa, inutile e del tutto contraria alle logiche della moderna economia". Il contrasto sembrerebbe la conseguenza dell'intenzione del governo russo di assumere tramite l'azienda di Stato russa Gazprom il controllo dell'analoga azienda ucraina Naftogaz. La controproposta ucraina è di costituire una joint venture Gazprom-Naftogaz con eguali quote di partecipazione.
In altri termini, sembra riemergere anche se con accenti diversi la controversia del passato: l'Ucraina chiede forti sconti per l'acquisto del gas russo e la Russia lo condiziona al controllo da parte di Gazprom del gas in transito dalla Russia all'Europa attraverso l'Ucraina.














































































































