Il metano del nord dall'Eni a GasPlus
Dopo 15 mesi di trattative venerdì scorso Eni ha finalmente siglato l'accordo per cedere a Gas Plus, al prezzo di 175 milioni, Padana energia, i giacimenti di gas nella pianura padana. Ma la cessione della parte più consistente, Adriatica Idrocarburi, prevalentemente giacimenti off-shore davanti alla costa delle Marche del valore di circa 450 milioni, dovrà ancora attendere l'interpretazione del Decreto Ambiente approvato a fine giugno dal Consiglio dei ministri. Gas Plus avrà tempo fino al 30 settembre per esercitare l'opzione d'acquisto, sperando nel frattempo di avere un chiarimento sul se e sul come vincoli e divieti si applichino anche alle piattaforme già funzionanti che estraggono gas a una profondità di 80 metri sotto il livello del mare. Anche solo con l'acquisizione di Padana, già definita, Gas Plus raddoppierebbe la produzione. Ma è Adriatica a far portare il Gruppo al secondo posto in Italia. Sotto il profilo delle riserve ai 2,6 miliardi di metri cubi attuali, Gas Plus aggiungerà i 3 miliardi di Padana e la prospettiva di raddoppiare con i 5,7 miliardi di Adriatica. In termini finanziari, Padana già permetterà di raddoppiare l'Ebitda con un target di 100 milioni all'anno, ma Adriatica farebbe lievitare il margine operativo lordo a 200 milioni. Ipotizzando il completamento dell'operazione, la produzione di Gas Plus salirebbe a oltre 700 milioni di metri cubi, rispetto ai circa 8 miliardi complessivamente prodotti in Italia. A grandi linee lo schema dell'operazione del controvalore complessivo di 625 milioni richiederebbe uno stanziamento di equity da parte di Gas Plus dell'ordine di 200 milioni e l'intervento di vendor loan accanto al finanziamento Rbl. Se non ci sarà sufficiente certezza sul quadro regolamentare e l'acquisizione si fermerà al primo stadio, l'aumento di capitale sarà limitato a 50-75milioni.
Maggio 2012
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