L'automotive cerca batterie
L'industria dell'auto che usa batterie elettriche, pur facendo bene all'ambiente, fatica ad ingranare. E per superare gli ostacoli nel settore ognuno mette in campo la propria soluzione.
Campagna Motors, ad esempio, ha rivolto le proprie attenzioni al sistema elettronico di gestione degli accumulatori con il duplice obiettivo di vincere l'Automotive X Prize da 2,5 milioni di dollari e rendere commercialmente disponibile il biposto a tre ruote E-Rex.
Versione elettrica dell'auto da corsa - sempre a tre ruote - T-Rex, E-Rex può raggiungere una velocità massima di 257 chilometri orari, raggiungere i 100 km/h in meno di cinque secondi ed è dotata di un'elettronica di controllo fatta in casa che accorpa nove chip Maxim 11068 collegati tra loro.
Ogni chip controlla 12 celle ed è in grado di misurare voltaggio e temperatura entro una finestra temporale di 10 microsecondi attivando o disattivando gli accumulatori quando serve. Il problema della gestione elettronica ottimale degli accumulatori è infatti una delle principali difficoltà ingegneristiche che l'industria automobilistica sta affrontando al momento, ma non meno importante è la tradizionale mancanza degli accumulatori elettrici, vale a dire l'incapacità di rilasciare iniezioni di energia per alimentare un'improvvisa necessità del veicolo.
Nell'istituto statunitense hanno realizzato un vero e proprio sandwich composto da strati di nanotubi coperti da acido carbossilico e gruppi funzionali ammina, una configurazione che ha permesso ai ricercatori di equiparare la capacità energetica delle batterie agli ioni di litio e la velocità di rilascio dell'energia elettrica dei condensato.
Maggio 2012
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