Sarà lo shale gas la nuova frontiera del petrolio. Si trova intrappolato all’interno di rocce sedimentarie, in genere di argilla, che si sono formate in centinaia di milioni di anni in aree un tempo occupate da acqua superficiale. Disintegrando le rocce, con un processo complicato, si può recuperare questa forma di gas naturale e sfruttarlo come il metano. Il punto problematico sta proprio nell’estrazione, molto laboriosa e che fino a qualche tempo fa era antieconomica. Recentemente è stato inventato un modo di frantumazione delle rocce e di imprigionamento del gas attraverso un complicato sistema, l’hydraulic fracturing, che consiste nello sparare ad alta pressione acqua con alcuni additivi chimici, in modo da frammentare la roccia e far uscire il gas. Questa invenzione ha aperto la strada all’utilizzo dello shale gas, sfruttamento che solo fino a pochi anni fa era impensabile. La nuova forma di energia sovverte l’attuale gerarchia energetica mondiale. Infatti il maggiore detentore di riserve dello shale gas sono gli Stati Uniti, che secondo le ultime stime dell’Eia, l'agenzia americana dell'energia, detengono la maggior parte delle riserve mondiali con 132 miliardi di metri cubi; in Asia, in particolare in Cina, ce ne sono circa 100 miliardi, 74 miliardi in Oceania e 72 in Medio Oriente e Nord Africa. Anche l’Europa ha la sua piccola riserva, con circa 15,5 miliardi suddivisi tra Europa occidentale ed Europa orientale. In Polonia sono già iniziati i lavori per lo sfruttamento dei giacimenti presenti nel paese. Eni ha rilevato tre licenze di estrazione da una società polacca e Sorgenia ha rilevato il 27% di una società che si occupa dello sfruttamento dello shale gas. Le potenzialità dello shale gas sono considerate enormi. L'Eia stima che nel 2035 il 45% del fabbisogno statunitense di gas verrà soddisfatto dalle rocce. Anche se iniziano a sorgere i primi dubbi sull’impatto ambientale dello sfruttamento di questa nuova forma di energia gassosa. Infatti a New York le autorità ambientali stanno verificando se l’hydraulic fracturing, il processo di estrazione, comporta problemi alle falde acquifere. Inoltre, un professore della Cornell University sostiene che le fughe di metano dalle operazioni di estrazione comporteranno gravi inconvenienti, perché il metano è un gas-serra 72 volte più potente dell'anidride carbonica.














































































































