La Puglia e le rinnovabili: Aper denuncia al Garante nuovi ostacoli
L'Associazione produttori energia da fonti rinnovabili (Aper) ha preso carta e penna scrivendo direttamente all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per manifestare "la propria preoccupazione per il complessivo quadro pianificatorio e normativo che la Regione Puglia sta disegnando, nella misura in cui esso sta per tradursi in una grave barriera all'accesso al mercato della produzione di energia da fonti rinnovabili, soprattutto eolica e fotovoltaica".
Aper si riferisce in particolare all'approvazione da parte della Giunta Regionale della Proposta di Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR) le cui Norme Tecniche di Attuazione contengono quelli che l'associazione definisce "aprioristici e immotivati divieti localizzativi per gli impianti di produzione di energia" in aree coperte da prati, pascoli e arbusti.
Preoccupazione anche per un disegno di legge in materia di procedure ambientali di modifica della legge Regione Puglia n. 11/2001 (ddl. n. 9/2010 - all. 3-) che ridurrebbe del 50% (da 1 MW a 0,5 MW) la soglia nazionale di assoggettabilità a screening degli impianti non termici che producono energie da fonti rinnovabili e introdurrebbe nuove categorie di opere da sottoporre a verifica di assoggettabilità a VIA non previste dalla disciplina nazionale.
Aper si riferisce in particolare all'approvazione da parte della Giunta Regionale della Proposta di Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR) le cui Norme Tecniche di Attuazione contengono quelli che l'associazione definisce "aprioristici e immotivati divieti localizzativi per gli impianti di produzione di energia" in aree coperte da prati, pascoli e arbusti.
Preoccupazione anche per un disegno di legge in materia di procedure ambientali di modifica della legge Regione Puglia n. 11/2001 (ddl. n. 9/2010 - all. 3-) che ridurrebbe del 50% (da 1 MW a 0,5 MW) la soglia nazionale di assoggettabilità a screening degli impianti non termici che producono energie da fonti rinnovabili e introdurrebbe nuove categorie di opere da sottoporre a verifica di assoggettabilità a VIA non previste dalla disciplina nazionale.
Maggio 2012









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