Listino carburanti, la forbice Italia-Ue si allarga. Consumatori alla carica

Adusbef e Federconsumatori rincarano la dose sulle speculazioni delle compagnie "nell'aumentare a proprio piacimento i prezzi dei carburanti". "La prova di odiose speculazioni a danno degli automobilisti - si legge nel comunicato delle due associazioni di difesa dei consumatori - già impoveriti e tartassati che si preparano a raggiungere le località prescelte in occasione delle vacanze pasquali, arriva proprio dal differenziale tra il prezzo industriale medio dei carburanti in Italia e quello medio europeo, che con la benzina fissata ad oltre 1,4 euro ha raggiunto 4,4 centesimi rispetto alla media UE". "Dal periodico monitoraggio dell'Unione Europea sull'indicatore di quanto sia più cara la benzina in Italia rispetto agli altri Paesi Ue - spiegano le associazioni -, se il differenziale al 15 marzo 2010 era sceso a +2,6 centesimi al litro, oggi la forbice si è allargata di nuovo arrivando a +4,4 centesimi a litro. Infatti, secondo i dati della Commissione, il prezzo industriale medio della benzina, al netto delle imposte, è pari a 0,583 euro al litro, contro una media nei Paesi dell'Unione Europea di 0,539 euro al litro: lo stacco speculativo è aumentato raggiungendo la quota 4,4 centesimi. Anche per il Gasolio il prezzo medio industriale italiano si attesta a 0,577 euro al litro contro una media Ue-16 di 0,540 euro,con un differenziale di + 3,7 centesimi al litro". Calcoli alla mano, in buona sostanza, la forbice andrà ad incidere sul portafogli degli automobilisti che dovranno pagare  un differenziale maggiorato di +2,2 euro a pieno (50 litri) per la benzina, 1,85 euro in più per un pieno di gasolio, che rapportato ad un consumo medio annuo di 1.500 litri, porta un surplus di esborso su base annua pari a 330 euro per le auto a benzina, 277,5 euro per quelle a gasolio, sudati soldi dei cittadini bruciati a favore dei petrolieri che incassano da questi giochetti speculativi almeno 2 miliardi di euro in più del dovuto (1,2 miliardi di euro per il gasolio,800 milioni per la benzina) sulla pelle delle famiglie". Adusbef e Federconsumatori tornano perciò a chiedere una sorveglianza più attenta sui prezzi delle benzine ed una fissazione dei listini su base mensile, come già accade per altri beni sensibili come luce e gas fissati trimestralmente dalle rispettive autorità.

Maggio 2012
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